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Hillary Clinton contro il capo dell’Fbi

NEW YORK – Troubling: “Inquietante”. Con questa frase Hillary Clinton definisce il comportamento del capo dell’Fbi, il repubblicano James Comey, per aver preso la decisione di riaprire l’indagine sull’email-gate dopo che questa era stata chiusa nel mese di luglio. La Clinton, infatti, aveva chiesto all’Fbi di pubblicare subito le email sequestrate dal computer di Anthony Weiner, ex marito della sua consigliera Huma Abedin per dimostrare la sua estraneità ai fatti con le eventuali fughe di notizie riservate, avvenute eventualmente nelle comunicazioni tra moglie e marito. Il numero uno della polizia federale avrebbe, stando a quanto riferito, disobbedito alle direttive della Lynch che si rifacevano ad un protocollo secondo il quale non si annunciano a ridosso delle elezioni indagini dal potenziale effetto politico. E’ dopo aver fatto questa verifica, che Hillary ha usato parole sempre più dure: “E’ molto strano – ha detto la candidata mettere in circolazione una cosa simile giusto prima di un’elezione”. “Offrendo informazioni selettive, Comey ha consentito ad una parte politica di distorcere la realtà e di esagerarla per infliggere il massimo danno politico. La sua lettera al Congresso non è sincera, è piena di allusioni. A dieci giorni dal voto si sta ormai sfiorando una crisi istituzionale”.

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