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Giudici di Pace in Sciopero dal 15 al 19 Dicembre

Dopo lo sciopero di Novembre, ritornano in piazza dal 15 al 19 dicembre i Giudici di Pace contro la Riforma della Giustizia del Ministro Orlando. Riforma che, secondo l’Unione nazionale dei giudici di pace, non riconosce nessuna delle richieste della categoria, accentuandone il precariato, oltre a ledere diritti retributivi e previdenziali, infatti la Riforma proposta dal Consiglio dei Ministri disattende ogni promessa data sul tavolo concertativo e lede i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dal Consiglio d’Europa nei confronti di chi esercita la funzione giurisdizionale da oltre 20 anni.[quote font=”0″]

Abbiamo intervistato uno dei membri rappresentativi dell’Esecutivo Nazionale del Sindacato Unione Nazionale Giudici di Pace il Dr Giuseppe Rachiglio, Giudice di Pace a Napoli.

 

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Dr Giuseppe Rachiglio quali sono i motivi dello sciopero che si terrà dal 15 al 19 dicembre 2014?

“Le ragioni dello sciopero risalgono al mancato accordo tra le organizzazioni sindacali ed il Ministro Orlando che al tavolo tecnico presso il Ministero della Giustizia riunitosi il 12 settembre 2014 è venuto meno agli accordi promessi prima della pausa estiva in materia di continuità dei mandati, assistenza e previdenza in favore della categoria. Nello specifico la categoria rivendica due motivi fondamentali : la prima rivendicazione dei diritti costituzionali cui ogni lavoratore è legato ossia la garanzia del lavoro, l’abolizione della precarietà, l’eliminazione del cottimo nella retribuzione, l’assistenza, la possibilità di congedi per la maternità e la previdenza; la seconda di natura pubblica. In merito alla prima ragione è bene chiarire che l’Europa è contraria ad una Giurisdizione precaria e temporanea come esiste solo in Italia e non ha riscontro in altri paesi europei se non in Spagna,dove però il Giudice di Pace ha competenze limitatissime.

La contrarietà Europea la si legge nella Raccomandazione del Consiglio dei Ministri d’Europa del 2010 che invita l’Italia a stabilizzare la funzione della giurisdizione dei Giudici di Onorari. Ma c’è di più, se lo Stato Italiano continuerà a tenere una giurisdizione temporanea mentre l’Europa richiede la continuità delle funzioni giurisdizionali al fine di garantire l’autonomia, l’indipendenza e l’imparzialità del Giudice, L’Italia potrà essere soggetta a pesanti sanzioni da parte della Commissione Europea.
La seconda Ragione di natura pubblica che spinge i Giudici di pace a scioperare è che i cittadini devono sapere cosa sta accadendo. Tutti i Giudici, avvocati, politici, sono d’accordo a privatizzare la Giustizia, prima col D.L. vo 28/10 poi con il D.L. 132/14 si cerca di far definire tutti i giudizi di natura civile ai centri di mediazione privati gestiti da Società di Capitali che come in un tourbillon fanno tutte capo direttamente o indirettamente a giudici, politici, avvocati, professori universitari che vogliono che questo accada.
Ma la Corte costituzionale già intervenuta una volta a bocciare nel 2012 la mediazione delle controversie almeno in materia di sinistri stradali riscontrandone la palese incostituzionalità. Pertanto è facile vedere come si sta mirando all’eliminazione del Giudice di Pace perchè questo costituisce un ostacolo al decollo dei centri di mediazione,di negoziazione assistita,di alternative Dissputive Resolution, poichè è l’unica giurisdizione che funzione e produce risultati al servizio del cittadino e delle imprese. In pratica con la creazione dell’ufficio del Processo si vuole asservire il Giudice di pace alla direzione di un Magistrato Togato e con la eliminazione dei compensi si vuole costringere migliaia di Giudici di pace a lasciare questo lavoro.

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Ci può raccontare il ruolo principale del Giudice di Pace? Perchè ribadite la precarietà del vostro ruolo professionale?

“Il Giudice di pace è un giudice che accede alla funzione per titoli ed è confermato nella funzione con rinnovi quadriennali e per un periodo di 12 anni massimo. Viene retribuito a cottimo e se non produce o non definisce i giudizi ha una sola indennità fissa che in 20 anni non è mai stata aggiornata e che ammonta a circa 260,00 euro mensili .A fronte di una spesa annua di circa 1 miliardo e 300 milioni di euro che lo Stato spende per i magistrati ordinari,i Magistrati Onorari,compresi GOT ,VPO e Giudici di Pace costano circa 150 milioni di Euro e definiscono circa il 50% dei giudizi ad un costo pari al 10% di quello che costano i magistrati ordinari. Su circa un milione e 500 mila giudizi definiti ogni anno solo 8% vengono appellati per cui la preparazione dei Giudici onorari non è da mettere in dubbio se si tiene presente inoltre che molti Giudici Onorari collaborano anche con riviste giuridiche e scrivono libri di diritto come il sottoscritto”.

Un ultima domanda perché ritenete fondamentale spiegare ai cittadini i motivi della vostra protesta?

Noi giudici di Pace, nel rispetto del codice di autoregolamentazione dello sciopero, vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica su tutti gli aspetti che riguardano questa funzione giurisdizionale svolta da ormai quasi 20 anni a favore di cittadini ed imprese, e l’importanza del ruolo pubblico della Giustizia. Questa Riforma rischia di aumentare le disuguaglianze fra i cittadini, in quanto viola in primis l’articolo 3 della Costituzione che sancisce che lo Stato deve eliminare gli ostacoli che creano disparità di trattamento tra cittadini; in questo caso ne crea di nuovi poichè non tutti possono permettersi di rivolgersi a centri di mediazione privati per la risoluzione di un problema giuridico anche banale. Si viola l’ articolo 38 della Costituzione poichè non vengono garantiti i più elementari diritti ai Giudici di pace e Onorari che da anni lavorano e contribuiscono a a tenere in saldo attivo la Giustizia italiana. Si viola l’articolo 107 della costituzione per L’Europa recepita col la legge numero 57 del 2005 dove si dice che ciascun individuo ha il diritto di adire un giudice indipendente, imparziale e precostituito per legge e dove si dice che se un cittadino non ha mezzi deve provvedere lo Stato a forni glieli per la difesa in giudizio,ossia a mezzo di un effettiva e reale difesa a mezzo di patrocino gratuito. Si viola l’articolo 113 della Costituzione Italiana poichè la precarietà delle funzioni del Giudice di Pace non garantisce un giusto processo o una durata ragionevole del processo. Queste sono le ragioni che spingono i Giudici di Pace a dissentire dal progetto di riforma proposto dal Ministro Orlando.