Home Italia & Esteri Giorgio Napolitano ha firmato la lettere di dimissioni.

Giorgio Napolitano ha firmato la lettere di dimissioni.

napolitano giorgio QUIRINALE

Giorgio Napolitano non è piu il Presidente della repubblica Italiana, ha firmato in mattinata la lettera di dimissioni. Lascia il Quirinale dopo nove anni di intenso e spesso complicato lavoro. Le dimissioni sono state lette in aula dalla presidente Boldrini, accompagnate da un lungo applauso.

Lo aveva annunciato nel discorso di fine anno ed oggi arriva l’ufficialità, Giorgio Napolitano va in pensione . Immediata si apre la corsa al suo successore che avverrà entro la fine del mese, ad annunciarlo lo stesso premier Matteo Renzi dal suo profilo twitter: “Ragionevolmente a fine mese avremo il prossimo presidente della Repubblica. Saluto Giorgio Napolitano ringraziandolo per il lavoro egregiamente svolto nel corso dei 9 anni di mandato” – continua Renzi-  “E’ ridicolo  discutere sui nomi. Dobbiamo discutere piuttosto il profilo di un grande arbitro che aiuti il Paese a crescere ed uscire definitivamente dalla crisi. Il prossimo presidente deve avere le caratteristiche costituzionali che chiamano i gruppi dirigenti di tutti i partiti a una scelta di grande responsabilità”

Il premier ha salutato Napolitano twittando #GraziePresidente. 

Papa Francesco ha espressola la sua stima a Napolitano: “sincera stima e vivo apprezzamento per il suo esemplare e dignitoso servizio alla Nazione svolto con autorevolezza, fedeltà e dedizione al bene comune”

Dal Movimento cinque stelle intanto arriva la richiesta di rinunciare alla carica di senatore a vita che spetta di diritto, con conseguente ulteriore rimborso economico importante. Giorgio Napolitano, “uno dei peggiori presidenti della Repubblica”, rinunci alla carica di senatore a vita, così in una nota congiunta, i capigruppo M5S di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Airola.

Mario Draghi, intervistato dalla BBC avverte di non essere disponibile per questo ruolo. Il presidente della Bce, si è detto onorato di tale prestigio e fiducia che molti gli stanno riponendo “ma non è il mio lavoro”.