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Fibrillazione atriale: le donne sono più a rischio ictus degli uomini, alcuni consigli utili

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista medica British Medical Journal ci sarebbe una grossa differenza di “cuore” tra le donne e gli uomini. Parliamo di medicina, la ricerca ha evidenziato come le donne con fibrillazione atriale, a differenza degli uomini siano più soggette ad alcune gravi patologie come, le malattie del cuore, ictus, scompensi cardiaci e decesso.

La ricerca

Secondo i dati snocciolati dalla ricerca, a livello mondiale la fibrillazione atriale è stata associata ad un fattore di morte il 12% in più rispetto agli uomini. Le ragioni di tale differenza al momento sono ancora ignote, dunque e consigliabile una maggiore prevenzione.

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Consigli per prevenire la Fibrillazione atraiale

E’ possibile prevenire la fibrillazione atriale, seguendo alcune regole che consentono di evitare problemi cardiaci.

  • Smettere di fumare
  • Seguire una dieta sana, con molti cereali, frutta e verduta. Evitare eccesso di grassi e colesterolo
  • Svolgere regolare attività fisica
  • Mantenere un peso forma regolare e adeguato alla struttura fisica.
  • Limitare al minimo o evitare l’alcool.
  • Controllare i livelli di glucosio (zucchero nel sangue) di sangue se hai il diabete.
  • Effettuare regolari esami di controlli.

 

Cos’è la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco (aritmia) ad origine dagli atri del cuore. È una complessa patologia elettrica degli atri, eterogenea dal punto di vista fisiopatologico e clinico, spesso multifattoriale, che presenta costantemente due caratteristiche: l’attivazione elettrica rapida e apparentemente caotica del tessuto atriale e l’aumentato rischio tromboembolico

La fibrillazione atriale è il risultato di un gran numero di disordini cardiaci e extracardiaci: da malattie strutturali, come le valvulopatiee le cardiomiopatie, all’ipertensione arteriosa, a malattie genetiche ereditarie, ai distiroidismi, fino ai casi in cui non è possibile determinare la causa, detti idiopatici.

L’approccio clinico corrente, oltre ad affrontare la patologia cardiaca o extracardiaca sottostante, mira a trattare i sintomi e a minimizzare l’incidenza di embolie e di scompenso cardiaco.

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