Home Territorio Festa della donna, gli auguri del Sindaco Mario Bianchino e dell’Amministrazione Comunale

Festa della donna, gli auguri del Sindaco Mario Bianchino e dell’Amministrazione Comunale

L’Amministrazione Comunale augura a tutte le donne una sempre maggiore affermazione nella Società. Una riflessione nel giorno della Festa della donna da un articolo della scrittrice Angela Furcas.

“L’INFERNO E’ BUIO E FREDDO” Romanzo di Gabriella Grieco

L’Autrice è una Scrittrice di razza, una di quelle che scrivono per passione morale. Indagatrice e riformatrice, capace di organizzazione intelligente degli spazi operativi, scelta di personaggi efficaci alla resa del ruolo e linguaggio appropriato alla loro crudezza. Il ritmo è incalzante e sostenuto e gli eventi si susseguono senza respiro per la precisa e calcolata azione dove nulla è lasciato al caso. E’ una prova scritturale di ottimo livello un’opera di ingegneria della vendetta che assolve al suo scopo con puntualità, determinazione e grande lucidità. Le scene hanno la cupezza del carattere della storia assurda che ben giustifica la scelta del titolo. Sembra quasi impossibile che una donna abbia scritto una storia così ben connotata nella sua drammaticità, più consona ad una penna maschile, ma altrettanto acuta, fine e sottile nella conduzione degli stratagemmi per sorprendere gli operatori delle aberranti iniquità commesse a carico di creature innocenti. Avrebbe anche potuto pubblicare con uno pseudonimo maschile, ma non avrebbe potuto manifestare la sua potenza nel riuscire a dominare la scena e stravincere con le sue sole doti sui protagonisti ormai degradati e vittime della loro crudeltà mentale. Incancreniti nel male non li sfiora alcun cenno di pentimento e muoiono totalmente meritevoli della sorte infernale a cui non possono sfuggire. Si penalizza, opportunamente, la dipendenza dal gioco che procura un totale ottundimento delle capacità volitive del soggetto, arrivando a togliergli l’ultimo residuo di umanità che non costituisce un alibi ma un’aggravante. E’ il tutto una rivendicazione dei diritti delle donne, al rispetto delle loro capacità, della loro intelligenza, della loro superiorità della quale gli uomini dovrebbero andar fieri anzichè sentirsene sminuiti, perchè sono proprio loro ad avvantaggiarsi della superiorità delle donne in quanto sono i primi ad usufruire delle loro cure. Nella maggior parte dei casi essi comandano per tradizione, non per effettivi meriti in quanto l’intuito femminile è superiore e ie loro qualità di gestire le situazioni sono improntate a maggior saggezza ed equilibrio mentale mentre essi perdono facilmente la pazienza e quando non hanno più parole ricorrono alla violenza.

Le donne stanno pagando un prezzo troppo alto grazie alla falsa idea della superiorità maschile che li rende prepotenti e meschini. Dovrebbero essere educati fin dalla più tenera età che hanno tutto da guadagnare ad essere gentili o almeno umani e civili con gli esponenti dell’altro sesso. Dovrebbero imparare che la parità porterebbe ad un’armonia maggiore nella coppia e nella famiglia e che le donne sono il lord tesoro da custodire e non i capri espiatori dei loro fallimenti. E che le donne non sono mezzi da sfruttare, asservire e maltrattare e coartare riducendole ad una sorta di proprietà personale.

E’ questa la loro intelligenza, la loro superiorità?

Da quel che si evince dalla cronaca è ben miserabile ed illusoria.

Per fortuna esistono fior di galantuomini ed eccellenze che rappresentano la parte sana della categoria e che vedono in ognuna di esse una madre o una figlia prima di considerarla come donna e sviluppano quei sentimenti di amorevolezza, di rispetto e di riguardo degni del loro alto stadio.

Papa Woytila disse che nemmeno il marito dovrebbe guardare con desiderio la propria moglie, ma questo presuppone un perfetto potere su se stessi che pochi hanno tranne coloro che si salvano dal mare magnum dell’asservimento ai bassi istinti che li rendono indegni di avere una compagna.

Per la quasi totalità degli uomini, il Matrimonio è la patente per il vizio, uomini che hanno perso la capacità di amare, la tenerezza, la dolcezza e la riconoscenza verso compagne stremate dalle gravidanze, dall’allattamento, da notti insonni, dalle cure dei piccoli, dalle molteplici mansioni che la casa richiede e in moltissimi casi anche dalla cura degli anziani.

In aggiunta c’è l’accompagnamento dei figli a scuola, in palestra, dal medico, allestire le loro feste e aiutarli nello studio. Tutto questo e molto di più si affannano a portare avanti e se poi hanno un lavoro fuori casa, le cose si complicano maggiormente.

Eppure, se il loro impegno viene apprezzato dal partner, sostenuto dalla condivisione degli obblighi, dalla sua gentilezza in ogni situazione, il loro carico di responsabilità viene portato con leggerezza.

Ricordare il rispetto per le donne è divenuto sempre più stringente, perché ancora giudicate esseri inferiori da una moltitudine di decerebrati.

E’ in famiglia che nascono i mostri, quando il padre maltratta la madre e i maschietti pensano che sia naturale e le bambine sviluppano un atteggiamento di falsa sottomissione che si rifletterà negativamente sulle loro relazioni future.

Ho ascoltato storie incredibili di angherie sopportate una vita intera senza alcuna difesa. Questo racconto genera un’intima gioia per il coraggio di due donne che mettono in atto un progetto di punizione nei confronti di esseri abbietti, ma che non riesce a risarcirle degli affetti di cui sono state private.

Spero che la nostra ottima Scrittrice riesca nel prossimo libro ad ipotizzare un tipo di società dove queste cose orrende possano essere evitate.

E’ necessario che cominciamo a pianificare una società diversa. “L’immaginazione è più importante della conoscenza” (Einstein). Cominciamo a sognare una società giusta, Proponiamo una convivenza pacifica e divulghiamo a tutti i livelli che i sogni si possono avverare. Scriviamo la società del futuro, sovvertendo quella presente, cancelliamo tutti i pregiudizi e non usiamo più parole di offesa, anzi eliminiamo dal nostro linguaggio ogni parola vieta e giungiamo a cancellarle dai dizionari.

Possiamo scrivere una pagina nuova del nostro futuro, ma stiamo sempre in allerta e non manchiamo di fede nel risultato.

Mi appello a tutti coloro che scrivono. In ogni tempo è giunta l’ora del riscatto, è il nostro turno. Cominciamo dalle nostre case, dai banchi di scuola, dal vicinato, sempre con la delicatezza e l’intuito che ci contraddistinguono, ma non demordiamo perché questa è l’ora per noi o non lo faremo mai più.

Lasciamo tracce positive perché possiamo vanificare il veleno che scorre nei flussi malati della misoginia e ristabiliamo l’equliibrio tra uomo e donna che restituirà alle famiglie la pace e l’armonia per cui sono siate create.