Home Cultura Elide Rusolo, in arte Ruelj, è un’artista poliedrica ed imprevedibile

Elide Rusolo, in arte Ruelj, è un’artista poliedrica ed imprevedibile

Ecco chi è Ruelj (1947)

Conobbi Elide Rusolo una ventina di anni fa, mi fu presentata da Giovanni Varallo, da qualche anno ho ripreso a frequentare il suo Centro Culturale “L’Approdo”, soprattutto in occasione di mostre e di altre attività culturali.

Elide Rusolo è nata ad Avellino nel 1947, in arte si firma e si fa chiamare Ruelj.
L’attività artistica di Ruelj inizia sin da bambina, infatti, è affascinata dall’arte ed inizia a coltivare la passione per il disegno, passione che rimarrà sempre viva. Da ragazza riproduceva i disegni di Emilio Greco (1913-1995) e di altri artisti figurativi di metà Novecento.
Ha frequentato l’Istituto Magistrale di Avellino, e dopo aver conseguito la maturità, si iscrisse l’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, laureandosi in Materie Letterarie (Lettere Moderne).
Negli anni Settanta iniziò la sua attività di docente di lettere a Pisa, ove ampliò il suo bagaglio culturale ed artistico.
Rientrata nella sua città natale, continuò a svolgere la sua attività di docente. Ad Avellino diede vita al Centro Culturale “L’Approdo”, oggi unica galleria d’arte in attività nel capoluogo irpino.
Con la galleria “L’Approdo”, uno spazio culturale, la città ha potuto “vedere” mostre personali e collettive di artisti storicizzati, giovani, ed emergenti italiani e stranieri. In questo modo il centro culturale ha dato un contributo alla conoscenza e alla divulgazione di diversi linguaggi artistici. Il centro ha promosso incontri con critici e storici dell’arte, con scrittori, con giornalisti e con poeti.

Luci e ombre 2015 di Ruelj

Dalla lunga esperienza maturata in anni di attività nel campo delle arti, sia come gallerista che come autodidatta, Elide Rusolo ha perfezionato la sua ricerca personale inserendosi pienamente fra gli artisti dell’Arte Povera, in un primo tempo con opere, che in un certo senso sono vicine a quelle di Mario Merz (1925-2003) e a quelle di Gilberto Zorio (1944), per poi giungere ad una sua personale ed autonoma ricerca.

La sua attività artistica attuale è caratterizza dall’utilizzo di materiali naturali “gusci d’uovo”, che attraverso il colore e la materia, si tran-significano e trasformano in una composizione artistico-pittorica nuova e inimitabile.
La bravura dell’autrice è quella di fornire una certa armonia alla sua opera di pitto-scultura, che partendo da elementi poveri: tavole di legno e semplici gusci d’uovo, raggiunge un elevato grado di “micro-emotività” estetica, legata, in parte, ad un certo concettualismo contemporaneo.

Stefano Orga
(Critico d’arte)