Home Salute Donazione del sangue, lo stato retribusice anche il lavoratore non idoneo

Donazione del sangue, lo stato retribusice anche il lavoratore non idoneo

Beatrice Lorenzin Il Ministro della Salute in mattinata ha firmato il decreto interministeriale per garantire la retribuzione e la contribuzione figurativa anche ai donatori di sangue(o emocomponenti) ai quali viene impedita la donazione perchè risultati non idonei.A tal proposito il ministero ha stanziato circa 406 mila euro all’anno.

Entrando nello specifico, qualora si decidesse di donare il sangue, ma per qualsivoglia motivo le analisi mediche certificassero la non idoneità del soggetto, quest’ultimo si vedrebbe comunque pagata l’intera giornata lavorativa e i contributi lavorativi esattamente come alle persone risultate idonee.  Un provvedimento, preso in accordo con il Ministero dell’Economia, un modo per incentivare in modo concreto la donazione di sangue venendo incontro a quei cittadini che, pur ispirati dal valore della volontarietà e gratuità, vengano riconosciuti inidonei alla donazione.

Previsto dalla legge del 2005

Con questo decreto si conclude l’iter previsto dall’articolo 8, comma 2, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, con cui sono disciplinate le modalità attraverso le quali i lavoratori dipendenti possono vedersi riconosciute la retribuzione e la contribuzione figurativa, nel caso in cui il medico del servizio trasfusionale certifichi la non idoneità alla donazione.

Condizioni di base per il donatore :

Età : compresa tra 18 anni e i 60 anni (per candidarsi a diventare donatori di sangue intero) , 65 anni (età massima per proseguire l’attività di donazione per i donatori periodici), con deroghe a giudizio del medico
Peso: Più di 50 Kg
Pulsazioni: comprese tra 50-100 battiti/min (anche con frequenza inferiore per chi pratica attività sportive)
Pressione arteriosa: tra 110 e 180 mm di mercurio (Sistolica o MASSIMA) / tra 60 e 100 mm di mercurio (Diastolica o MINIMA)
Stato di salute: Buono
Stile di vita: Nessun comportamento a rischio

Auto esclusione:

È doveroso autoescludersi per chi abbia nella storia personale:

  • assunzione di droghe
  • alcolismo
  • rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive (es. occasionali, promiscui, …)
  • epatite o ittero
  • malattie veneree
  • positività per il test della sifilide (TPHA o VDRL)
  • positività per il test AIDS (anti-HIV 1)
  • positività per il test dell’epatite B (HBsAg)
  • positività per il test dell’epatite C (anti-HCV)
  • rapporti sessuali con persone nelle condizioni incluse nell’elenco

L’intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l’altra è di 90 giorni.
La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 volte l’anno per gli uomini e 2 volte l’anno per le donne.