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    Il dimezzamento di Bitcoin potrebbe aumentare il suo valore: gli investitori fiutano l’affare

    Il dimezzamento di Bitcoin potrebbe aumentare il suo valore: gli investitori fiutano l'affare
    Foto di Aaron Olson da Pixabay

    Il dimezzamento di Bitcoin aprirà nuovi scenari economici o dopo un breve iniziale rilancio crollerà nuovamente, come già avvenuto nel 2017? Mentre le banche centrali di tutto il mondo stanno stampando denaro per cercare di sostenere l’economia globale in un periodo storico turbato e condizionato dalla Pandemia Coronavirus, esiste una criptovaluta, che sta facendo esattamente il contrario, dimezzando il costo del proprio valore. Si tratta della moneta virtuale più conosciuta ed utilizzata nel settore trading, il bitcoin, la valuta digitale più popolare al mondo, creata da Satoshi Nakamoto

    La quantità di nuovi bitcoin emessi sta iniziando a rallentare a causa di un fenomeno noto come un dimezzamento di bitcoin, o halvening. Ogni quattro anni, la quantità di nuove monete che gli investitori bitcoin (o minatori, come sono noti) ricevono come ricompensa per l’estrazione di un blocco di bitcoin viene divisa a metà (ndr. dimezzamento di bitcoin).

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    Tuttavia il dimezzamento di bitcoin è stato successivamente seguito da un cospicuo aumento di capitale del valore di mercato, passando dai circa 5mila dollari iniziali, agli attuali 8mila dollari, sfiorando il tetto dei 10mila dollari dopo circa 3 giorni. Per rendere l’idea in termini monetari, possedere 10 bitcoin prima del dimezzamento, significava avere un valore di scambio pari a 50mila dollari, gli stessi 10 bitcoin, oggi varrebbero 80mila dollari.

    Cosa si intende per Dimezzamento di bitcoin?

    I minatori bitcoin (coloro i quali utilizzano sofisticati computer per estrarre moneta virtuale) ora ricevono per ogni blocco di estrazione 6,25 bitcoin invece di 12,5, come avveniva prima del dimezzamento. Si tratta del terzo dimezzamento di bitcoin dal 2009, anno della sua creazione. Il prossimo evento di dimezzamento di bitcoin avrà luogo nel 2024 e ridurrà il numero di nuovi bitcoin emessi a 3.125. Il primo dimezzamento di bitcoin risale al 2012, passando da 50 a 25, il secondo dimezzamento è avvenuto nel 2016, passando da 25 a 12,5.

    Non si tratta di una anomalia o un voler limitare i guadagni, anzi, tutt’altro, fa tutto parte dell’algoritmo di equità economica che regola la filosofia che si cela dietro al concetto stesso di bitcoin. La criptovaluta infatti, è stata progettata per limitare il numero totale di bitcoin che saranno mai emessi ad un massimo di 21 milioni. Attualmente circolano circa 18,3 milioni.

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    “In questo periodo in cui i governi stanno stampando grandi quantità di denaro, il tasso di nuovi bitcoin continuerà a calare” ha detto Muneeb Ali, co-fondatore di Blockstack, una società di token digitali. “Tuttavia la domanda di nuovi bitcoin continuerà a salire.”
    Molti investitori prevedono nuovi picchi di valori per i bitcoin, l’obbiettivo resta quello del 2017, quando nel dicembre dello stesso anno, il bitcoin raggiunsero il valore straordinario di 21 mila dollari. Purtroppo l’egoismo di pochi e la nascita di centinaia di nuove criptovalute ne svalutarono la forza economica nel giro di poche settimane. Un errore che, soprattutto gli investitori, vogliono scongiurare dopo questo terzo dimezzamento di bitcoin. I numeri fanno ben sperare, l’anticipazione dell’evento legato al dimezzamento ha contribuito a far salire il valore dei bitcoin nelle ultime settimane – da un minimo di circa 4.100 dollari rilevato a metà marzo a poco meno di 10.000 dollari il 6 maggio. Per poi assestarsi a circa 8.700 dollari ora che il dimezzamento di bitcoin è effettivamente concluso.

    Quindi, quali previsioni per i nuovi bitcoin?

    Diversi esperti sono convinti che i prezzi dei nuovi bitcoin potrebbero risalire molto più velocemente che nell’anno del boom (2017 ndr) –  anche superando il massimo di tutti i tempi di ben 21 mila dollari del dicembre 2017. Un valore talmente straordinario e inaspettato da far tremare i governi di tutto il mondo.

    La domanda di bitcoin potrebbe aumentare velocemente soprattutto in questo periodo di Covid-19. Ad oggi infatti la pandemia coronavirus ha contribuito notevolmente al crollo del potere d’acquisto. Pertanto gli investitori stanno riponendo maggiore fiducia nelle criptovalute come i bitcoin, piuttosto che nella moneta cartaceaa sostenuta dai governi e dalle banche centrali. Non si tratta di una guerra tra l’economia bancaria e la moneta digitale, come avvenuto nel 2017, piuttosto la consapevolezza da parte degli investitori che ad oggi la criptovaluta possa offrire maggiori garanzie. Gli investitori sono ben consapevoli dei rischi che potrebbero nascere qualora ci fossero nuovi intensi focolai provocati dal coronavirus: economia ferma, perdita di forza lavoro e svalutazione del potere d’acquisto. Pertanto, piuttosto che rischiare di ritrovarsi con un pugno di mosche preferiscono bilanciare i propri investimenti anche nelle criptovalute, decisamente meno soggette agli avvenimenti socio-economici.

    Dimezzamento di bitcoin, nei prossimi due anni ‘1 Bitcoin’ varrà 100mila dollari.

    Gli investitori ne sono convinti, non saranno più commessi gli stessi errori di superficialità fatti del 2017, ci sarà molto più equilibrio nell’estrazione dei blocchi e nella condivisione delle risorse. Molto presto un bitcoin tornerà ad avere un valore di borsa di oltre 20mila dollari, nel giro di un anno raggiungeranno quota 40mila dollari, mentre il picco massimo potrà raggiungere quota 100mila dollari nel giro di 3 anni. Gli investitori crittografici sottolineano anche il fatto che i prezzi dei bitcoin sono rapidamente saliti dopo il dimezzamento, cosa non avvenuta nei dimezzamenti di bitcoin del 2012 e nel 2016. Secondo gli analisti, la maggiore fiducia degli investitori e di conseguenza un rapido aumento del valore economico è probabilmente dovuto a causa di quanto sta accadendo nell’economia globale, oltremodo turbata dalla pandemia da coronavirus.

    I Bitcoin sono ora visti come un rifugio sicuro, un po’ come accade da decenni per l’oro. Si tratta di un bene non materiale, altamente verificabile con un’alimentazione predeterminata e prevedibile (21 milioni di bitcoin totali estraibili). Tuttavia sempre secondo gli analisti, non bisogna dare tutto per scontato, le valute digitali sono incredibilmente volatili, basta davvero poco per influenzarne il valore anche in chiave negativa. Le conseguenze sono piuttosto rapide e dolorose. Nel 2017 ad esempio, migliaia di persone acquistarono Bitcoin per centinaia di migliaia di euro quando raggiunse il picco di 21 mila dollari. L’obbiettivo era ovviamente fare speculazione e attendere un secondo ulteriore picco che secondo gli analisti sarebbe dovuto essere di 100mila dollari entro due mesi.

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    Ed invece accadde l’irreparabile, fu sufficiente una notte ed una singola notizia sui giornali per far crollare l’intera piattaforma delle criptovalute, lasciando migliaia di investitori a mani vuote. La notizia, che poi non si rivelò del tutto ufficiale, affermava la possibile chiusura dei siti di exchange sudcoreani. La Corea del Sud è infatti il terzo paese al mondo per volume d’affari in criptovalute. Una chiusura che se confermata avrebbe devastato il mercato delle monete digitali. Dunque, se si decide di investire nel mercato delle criptovalute bisogna seguire una regola fondamentale, incassare quando il mercato cresce rapidamente, perchè a differenza del petrolio o dell’oro, davvero basta un niente per bruciare centinaia di miliardi di dollari in due ore.