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DIETRO LE MACERIE DEL TERREMOTO.

Avellino – In occasione del 34esimo anniversario del terremoto si e’ tenuto un incontro presso il Circolo della Stampa di Avellino su iniziativa dell’Associazione Libera di Avellino e con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti.Dinanzi ad una sala gremita oltre ai rappresentanti d Libera presiedevano la sig.ra Anna Maria Torre, figlia del compianto sindaco di Pagani, vittima della camorra ed il vicesindaco di Avellino dott.Laverde.Il convegno ha avuto inizio con la proiezione di un filmato redatto dalla Rai che documenta le fasi dell’immediato post-terremoto, i danni scaturiti dal sisma in Irpinia e nel napoletano. Ma soprattutto i flussi di denaro stanziati dallo Stato nonche’ dalla solidarieta’ internazionale per i soccorsi, per la sistemazone provvisoria e per la ricostruzione negli anni successivi. Dal documento emrge che sono arrivati in quegli anni 65 miliardi di lire in Irpinia e 200 miliardi in Campania, di cui la maggior parte nel capoluogo regionale.Sui finanziamenti a pioggia si sono fiondate le organizzazioni camorristiche, in quegli anni imperava la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo che da impresa familistica fece il salto di qualita’!!!La gravita’ del fenomeno sismico e la vastita’ anche territoriale delle conseguenze dannose rendevano urgenti le riattazioni e la ricostruzione, bisognava fare presto. Per cui sono mancati i controlli, le procedure ammettevano deleghe ed il caos si sa e’ complice del malaffare che ne ha approfittato.Molti politici non hanno vigilato, anzi come rapaci hanno cercato di trarne il massimo vamtaggio, cosi’ come le imprese che si aggiudicavano gli appalti. Si stima che delle ingenti somme stanziate solo un terzo e’ andato alla ricostruzione vera e propria, un terzo alla camorra e, ahime’, un terzo alla politica…Pochi uomini si sono opposti a tale andazzo, tra questi l’avv.Torre, allora sindaco di Pagani, che per la sua azione di contrasto ha pagato con la vita. Toccante la testimonianza della figlia Anna Maria che ha riferito come sua padre, penalista con alto senso morale, non aveva accettato alcun compromesso nella gestione amministrativa del dopo terremoto. Ella ricordava che per l’omicidio di suo padre era stato condannato il solo Cutolo, ma voleva intendere che la responsabilta’ di quell’efferato delitto ce l’avevano in tanti… Il responsabile di Libera, Iandolo, ci teneva a dire che anche se i giovani non hanno vissuto il terremoto come evento devono prendersi cura di analizzare e di vedere cosa e’ avvenuto “dietro quelle macerie”. Solo dalla verita’ che emerge dalla storia e dalla disamina di certi eventi si potra’ avere un quadro completo e prendere le contromisure perche’ non si verifichino piu’ certe sciagurate procedure.

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