Denuncia Confcommercio: persi 180.000 posti di lavoro a causa della illegalità

Economia –  In Italia gli stranieri regolari incidono sulle denunce all’incirca nella stessa misura percentuale in cui incidono sulla popolazione residente, come si legge anche nel “Rapporto sulla criminalità straniera in Italia” del Ministero dell’Interno. Non esiste alcuna corrispondenza tra l’aumento degli immigrati regolari e l’aumento dei reati in Italia: tra il 2001 e il 2005, mentre essi sono cresciuti di più del 100%, le denunce nei loro confronti hanno conosciuto un aumento del 45,9%.  Il coinvolgimento degli immigrati in attività criminose è legato in maniera preponderante alla condizione di irregolarità: oscilla infatti tra il 70 e l’80% la quota di irregolari tra le persone denunciate. Con la politica dell’ accoglienza, che vede protagonista l’Italia negli ultimi due anni, la questione immigrati nel nostro Paese e’ sempre più accesa. Anche se nelle ultime settimane, vista la imminente scadenza del Referendum, sembra essere passata in secondo piano dal punto di vista mediatico. “Più immigrati uguale più criminalità”. L’equazione che qualcuno potrebbe bollare come becera e figlia di un pregiudizio è confermata dalle statistiche presentate dal dossier di confcommercio relativamente al lavoro irregolare. Purtroppo dunque non un mero pregiudizio, ma una questione anche numerica. Propri i dati ci dicono anche un’altra cosa: il Centro-Nord, sta superando il Sud in quanto a tasso di criminalità. Ma chi ne fa le spese quando si parla di legalità? La risposta sembra quasi scontata, ed e’ il commercio. Un commercio tartassato dallo Stato, che spesso deve obbedire ad alcune regole non scritte di un mercato poco chiaro. Ieri la Confcommercio ha presentato l’iniziativa «Legalità, mi piace». La denuncia del presidente della Confederazione Carlo Sangalli è chiara: i fenomeni criminali «non diminuiscono e quest’anno sottraggono alle imprese del commercio e ai pubblici esercizi 26,5 miliardi di euro di fatturato con la perdita di 180.000 posto di lavoro regolari». Questo l’aspetto generale, se si approfondisce la questione analizzando a dando anche l’aspetto dell’immigrazione. Se la presenza di immigrati sale di un punto percentuale nella stessa area si registra un aumento del tasso di criminalità dello 0,4%. C’è però anche un’altro aspetto molto importante nello studio realizzato. La presenza di stranieri con un progetto formativo preciso fa calare il tasso di criminalità. Sembra quindi assodato che l’integrazione corretta porta a miglioramenti collettivi, al contrario di come avviene oggi nella maggior parte dei casi. Questo per essere chiari e badare, seriamente, alla realtà dei fatti.