De Mita: basta con i leader nazionali, diamo spazio ai leader di quartiere

“Non siamo una forza politica che vuole puntare sul grande primario, siamo una forza politica che vuole puntare sulla ricostruzione del ruolo del medico di famiglia perché nella nostra società ad essere venute meno sono proprio figure come questa. Dobbiamo ripartire da qui perché le persone avvertono l’insicurezza nella quotidianità. Sbaglierebbe chi su Napoli dovesse fare una campagna elettorale in maniera troppo personalizzata e promettendo di riempire lo spazio di cose Questo era il modello degli anni ‘70. Oggi si deve ripartire dalla riconciliazione delle relazioni tra le persone. Oggi la ripresa è rappresentata dalla riorganizzazione in maniera intelligenza di tutto ciò che è legato alla ricostruzione dei rapporti umani”. Lo ha dichiarato il deputato Giuseppe De Mita. Intervenendo all’incontro “Napoli Est, quale futuro?” che si è tenuto ieri  a Ponticelli, organizzato da Giovanni Riccardi, consigliere della VI Municipalità.

“Faccio riferimento – ha continuato De Mita – alla cooperazione sociale. Nelle prossime settimane, presenteremo un disegno di legge nazionale ed un disegno di legge regionale per sostenere chi organizza attività di cooperazione perché attraverso queste attività si può generare occupazione. La sicurezza non è garantita dall’esercito che è un insulto alle persone. Esiste una quantità di persone che si fanno carico del proprio pezzo di territorio. Io non credo nei leader nazionali, credo nei leader di quartiere perché stanno a contatto con il bisogno”.

Nell’incontro di ieri il commissario dell’Udc campana Giuseppe De Mita ha evitato di parlare delle comunali di Napoli, dove ancora la posizione del partito non è chiara e né definitiva. La prossima settimana si annuncia decisiva in questo senso,  e secondo i beni informati ci potrebbe essere un accordo con la candidata del Pd Valeria  Valente già dal primo turno, ma per ora questa è solo una ipotesi, di sicuro è escluso che l’Udc possa appoggiare Gianni Lettieri dopo la rottura che si è registrata lo scorso anno in occasione delle elezioni regionali con Stefano Caldoro.

A cura di Marco Grossi