Home Economia & Lavoro Dal rapporto Censis Italiani disillusi e incattiviti

Dal rapporto Censis Italiani disillusi e incattiviti

E’ quanto risulta dal 52esimo rapporto Censis, l’Istituto di statistica che come ogni anno redige un quadro dello status sociale ed economico del Paese. Ebbene gli Italiani risultano incattiviti rispetto allo scorso anno, quando gia’ potevano definirsi rancorosi. Cio’ perche’ ad una situazione economica che non migliora, sia come Stato che nelle famiglie, si aggiunge la delusione per le aspettative che non si realizzeranno ed una fiducia verso le istituzioni che diminuisce.

Partiamodalla situazione economica: in diciassette anni il salario medio degli italiani e’ aumentato di 400 euro, cioe’ di 32 euro al mese, mentre in Francia lo stipendio risulta cresciuto di seimila euro e in Germania di quasi cinquemila.

Per cui dal rapporto risulta che il 35,6% degli Italiani e’ pessimista (piu’ di uno su tre) e solo un 33,1% e’ un po’ ottimista. Come si manifesta il rancore? Ce ne saremo accorti tutti: contro gli immigrati extracomunitari, verso cui sei italiani su dieci si manifestano ostili; meno accaniti risultano il resto degli europei (in media il 53%).

Ma verso chi hanno fiducia gli Italiani? Non certo verso i politici, nonostante un’impennata positiva a favore del sovranista Salvini, sui quali non nutrono molta speranza. Tant’e’ che il 63,6% dei cittadini pensa che non ci sia nessuno a difendere i loro interessi d il 56,3 e’ disilluso dalle promesse dei politici. Questo imperante clima di sfiducia, in una societa’ che puo’ definirsi balcanizzata, ha favorito il fenomeno di “sovranismo psichico”, cioe’ la crescente tendenza a chiudersi nel rigurgito nazionalistico e a disdegnare l’apertura agli immigrati, in specie quelli extra comunitari.

Dal rapporto Censis emerge anche la scarsa capacita’ degli Italiani a spendere le risorse offerte dai fondi comunitari: difatti Ministero e Regioni nell’anno in corso rischiano di perdere 3,6 miliardi di fondi stanziati dall’Unione Europea. Questo particolare induce ad una riflessione: prima di sparare a zero sull’UE, fomentati anche da qualche politico, gli Italiani dovrebbero riconoscere l’incapacita’ del nostro sistema politico di gestire le occasioni propizie. Li dove altri Paesi, in particolare quelli dell’Est, ex satelliti dell’Unione Sovietica, hanno saputo trarre benefici e sviluppo in pochi anni.

Non senza rilievo il divario tra Nord e Sud del Paese, la cui forbice e’ sempre piu’ ampia. Un Sud che si spopola, specie di giovani che vanno a studiare altrove con pochissime prospettive di rientro, ed un Nord che comunque non riesce a tenere il passo con le nazioni del Nord Europa, in materia di lavoro, produttivita’ e servizi.

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