Home Attualità Da Parco Palatucci “la vita e’ bella”, contro i suicidi in Irpinia

Da Parco Palatucci “la vita e’ bella”, contro i suicidi in Irpinia

Dinanzi a una discreta cornice di pubblico, riunitasi nel rinato parco cittadino di via Morelli e Silvati ad opera del vescovo Aiello, si e’ svolto l’incontro di riflessione sull’allarmante fenomeno dei suicidi in Irpinia. Ricordiamo che da un recente report risulta che nella nostra terra si verifica un elevato numero di suicidi, dato che va in controtendenza con quello su scala regionale. Difatti la Campania registra una bassa e confortante media di zona meno colpita dal triste fenomeno.

L’incontro, voluto dal S.E.il Vescovo Arturo Aiello ed organizzato assieme alla Caritas di Carlo Mele e don Vitaliano, si e’ avvalso del contributo dello psicoterapeuta Alfonso Leo del Moscati di Avellino, ed e e’ stata allietata dal piacevole intrattenimento musicale de I Ragazzi del Partenio che hanno interpretato classici di musica leggera. Dopo l’introduzione del presidente Caritas Carlo Mele che faceva appello alle istituzioni e alle associazioni tutte di mobilitarsi contro il fenomeno dei suicidi in Irpinia ha relazionato il dott. Alfonso Leo. Lo psicoterapeuta e’ partito dalla sua vasta esperienza maturata sul campo con l’ascolto di tanti aspiranti suicidi che fortunatamente non erano riusciti nel loro intento.

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Egli ha rivelato che tali casi a volte vengono trattati solo burocraticamente e con superficialita’, invece- diceva- coloro che tentano il suicidio o che hanno proposito autolesionisti sono soggetti deboli che vanno aiutati e supportati con tutti i mezzi. Non basta la somministrazione del farmaco, che lenisce provvisoriamente il problema, ma si deve mirare alla rimozione delle cause che inducono al suicidio; cause che sicuramente provengono da situazioni di disagio, come non sentirsi idoneo ad aspettative che pone la societa’ odierna, molto competitiva, o il contesto familiare. Gli anziani che, dopo i giovani, costituiscono l’altra categoria a rischio, soffrono una condizione di inferiorita’ che puo’ derivare o da sopraggiunta debolezza fisica, dovuta ad acciacchi o malattie, o dal sentirsi inutili alla societa’. Lo psichiatra Leo auspicava maggior impegno da parte di tutti contro un fenomeno che rischia di travolgere sempre piu’ individui.

Il Vescovo Aiello ha cercato di individuare le cause a monte del disagio che induce alla triste pratica del suicidio. Riguardo ai giovani egli rifletteva che quella attuale e’ una societa’ molto frenetica, ma anche “analgesica”, nel senso che risparmia il dolore quanto piu’ e’possibile e facilita al massimo il raggiungimento dei risultati. Non sempre, egli declamava, e questo un atteggiamento positivo in quanto non abitua al sacrificio, quindi non fortifica. In particolare giudica il comportamento dei genitori troppo permissivo: si vuol diventare-diceva- per forza amici dei figli  quando invece servirebbe un comportamento deciso, severo e non troppo accondiscendente. E poi-continuava- non bisogna pretendere risultati a tutti i costi, secondo i sogni che abbiamo, ma solo quelli confacenti alla natura e alle predisposizioni dei propri figli. Altrimenti si creano dei frustrati, piu’ orientati all’isolamento ed al suicidio; piuttosto-continuava-bisogna incoraggiare i figli alla partecipazione e al confronto, rifuggendo l’individualismo e l’egoismo. S.E. arrivava addirittura a rimpiangere il ruolo del “padre padrone”, ma era questa solo una provocazione, per scuotere la societa’ intorpidita dal lassismo e dal conformismo. Pertanto per scongiurare la triste via del suicidio veniva invocato il motto della serata “La vita e’ bella” e, aggiungiamo,  val la pena di essere vissuta.