Home Italia & Esteri Coronavirus: le reazioni scomposte di Trump ed Erdogan

    Coronavirus: le reazioni scomposte di Trump ed Erdogan

    Donald Trump

    Sono stati raggiunti i due milioni di contagi nel mondo e le vittime del Covid-19 sono oramai 120.000. Il trend e’ tutt’altro che ottimistico ed alcuni capi di Stato si sono fatti prendere dal nervosismo, mettendo in pratica azioni impulsive e scomposte. E’ il caso del presidente americano Trump e del suo omologo turco Erdogan. Donald Trump, criticato dall’immunologo di origini italiane Anthony Fauci, ha reagito male proponendo il suo licenziamento.

    Questo il motivo: quando l’epidemia stava per interessare gli Stati Uniti egli, oltre che minimizzare avrebbe proposto di indirizzare il Paese verso l’immunita’ di gregge, come d’altronde voleva fare Boris Johnson per la Gran Bretagna. Ma cio’ sarebbe stato nettamente avversato dall’immunologo Fauci in quanto in questo modo le vittime sarebbero state migliaia in piu’. Poi il leader politico americano, in seguito a proteste di autorevoli istituti ha ritrattato la sua intenzione di disfarsi dell’esperto virologo.

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    Altro episodio: il tycoon ha bloccato i fondi all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita’) accusando l’organismo di non aver messo in guardia tempestivamente del pericolo Covid, aiutando in tal modo la Cina a nascondere l’epidemia. Intanto Trump, che ha fermato temporaneamente i rapporti con l’OMS, ha avviato un’indagine su questo organismo dell’ONU devolvendo i fondi verso una realta’ alternativa (UNAIDS?). I critici lo accusano di aver solo trovato un capro espiatorio verso colpe che inizialmente sono state addebitate a lui, come i ritardi ed i tentennamenti riguardo alle misure protettive da attivare tra la popolazione. All’inizio Trump aveva sottovalutato il problema (definendo il Covid “una bufala”)  probabilmente perche’ non tollerava lo stop alle attivita’ produttive che sarebbe seguito.

    La Turchia intanto ha visto aumentare il numero dei casi confermati a 56.956 e quello dei deceduti a 1.198. Per cui il presidente Erdogan, per evitare il propagare del virus nelle carceri, ha scelto il rilascio temporaneo di 45mila prigionieri. Operazione che non appare proprio lineare e trasparente in quanto tra i detenuti liberati non figurano gli oppositori del suo regime.

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