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Chuck Palahniuk: Lo scrittore “azzurro – tenebra”

Chuck Palahniuk
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Io, lui e nessun altro - Romanzo sulla dipendenza affettiva

Ironico, irriverente, sarcastico, eclettico, sono soltanto alcune delle qualità letterarie di questo formidabile scrittore, Chuck Palahniuk. Il romanziere nord – americano, tra i più famosi e
significativi nel panorama editoriale degli ultimi vent’anni, è senza dubbio colui che ha segnato il tempo con il suo stile inconfondibile e originale.

Degno erede di Bukowski, ma più duro e crudo del suo “maestro”, ha analizzato la società occidentale americana, in particolare, come nessuno nell’ultimo quarto di secolo. Esploso editorialmente con il romanzo poi divenuto un cult sia letterario che cinematografico “Fight Club”, si pone subito alla ribalta come uno scrittore atipico. La sua minuziosa analisi riguarda sia la società abbiente di un’America arrogante e opulenta, sia quella sporca e cattiva di periferia, come siamo abituata a vederla in numerose pellicole.

Dotato di un umorismo sottile e pungente, Pahlaniuk non si fa problemi nel mettere alla berlina tutti gli aspetti estremi della società. Abile conoscitore dell’animo umano, con cui ci gioca in un
turbinum di situazioni sempre più varie e complesse, da l’idea, nei suoi romanzi, di avere a che fare piuttosto con un sociologo o psicologo relazionale comportamentale che con uno scrittore vero
e proprio. Una cultura enorme (grande esperto e conoscitore di religioni), in campo letterario e non solo, gli permette di amalgamare questo suo sapere, tenendo nel lettore la spia dell’interesse sempre accesa. I

romanzi, mai banali, colgono ogni situazione del mondo attuale. Persino le descrizione dei luoghi e delle situazioni, da lui trattata, sono un perfetto pandant con lo stato d’animo dei personaggi.
Lo stesso romanzo fantastico, in cui si è cimentato nella seconda parte della carriera, non presenta inflessioni e non scade in noiose e banali ripetizioni.

Il linguaggio a volte scurrile e fuori dalle righe serve vieppiù per addentrarci nell’animo e nelle sue mille sfaccettature, fungendo da antefatto e introduzione al corpo centrale dell’argomento. Non
mancano nei suoi romanzi aspetti e situazioni legate a se stesso, in cui riesce con la stessa bravura e capacità di collegamento di ironizzare su aspetti personali legandoli sapientemente alla trama.
Il suo modo di scrivere potrebbe, per i puristi del romanzo classico, non piacere a tutti.

A Palahniuk non interessa il lieto fine, o la contrapposizione tra buono e cattivo e bene o male. Lui non giudica o meglio non lo da ad intendere. Analizza gli aspetti del perché si vengono a verificare determinate situazioni, cosa o chi ha portato ad agire in specifici comportamenti. Coglie, e lo si evince in ogni suo lavoro, il malessere dell’uomo del XXI secolo, riuscendo a farci capire che alla base di tutti i disagi sociali e comportamentali vi è una profonda solitudine e l’incapacità di farsi comprendere dagli altri.

L’uomo, che è solo in mezzo a tutte le sue conquiste e ad una società in continua mutazione, si sente sottratto al proprio io interiore, sradicato e fuori luogo, reagendo come può nei suoi romanzi. I suoi personaggi, che richiamano situazioni quasi trasportate dai gironi danteschi, in fondo sono tutti accomunati da un unico desiderio: non essere lasciati soli…, ma, soprattutto, traspare in ognuno di loro la speranza di essere accettati ed amati. A cura di Marco Vitale