Home Italia & Esteri Castel Gandolfo diventerà un museo. Papa Francesco rinuncia alla sede estiva

Castel Gandolfo diventerà un museo. Papa Francesco rinuncia alla sede estiva

CITTà DEL VATICANO – Papa Francesco non finisce mai di stupire. Dopo le diverse rinunce fatte dall’inizio del suo pontificato, si guardi anche la rinuncia nel vivere nell’appartamento papale in Vaticano, arriva un’ulteriore rinuncia ad opera di Papa Bergoglio.

Quest’ultimo, infatti, ha fatto sapere tramite i suoi portavoce che rinuncerà alla storica residenza di Castel Gandolfo e che a partire dal 21 ottobre questa diventerà un museo. La residenza che è stata sempre utilizzata anche dai suoi predecessori, verrà ora annessa al resto della struttura in parte già visibile ai fedeli.

Castel Gandolfo, prima di ora era stata spesso la sede estiva sia di Papa Wojtyla che di Papa Ratzinger, con quest’ultimo che vi aveva soggiornato nei suoi ultimi giorni da Papa. Nel frattempo, Papa Francesco fa sapere che continuerà a vivere nel suo appartamento di Santa Maria sita all’interno del Vaticano.

Tutto, quindi, già pronto e stabilito per il 21 ottobre giorno nel quale Bergoglio inaugurerà Castel Gandolfo come museo. Per l’occasione ci sarà l’esibizione di un coro che si presenterà con un coro di musica cinese. Molte, quindi, saranno le stanze che fedeli e turisti potranno visitare, come ad esempio la camera da letto del Papa, la cappella privata, la biblioteca e lo studio; il Salone degli Svizzeri, che deve il suo nome al fatto che la stanza era un tempo destinata proprio alle guardie papali.

 

LA STORIA DI CASTEL GANDOLFO

Il Palazzo Pontificio (o Palazzo Apostolico) di Castel Gandolfo è una residenza papale suburbana che si trova all’interno della zona extraterritoriale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, sui Colli Albani, circa venti chilometri a sud di Roma.

L’extraterritorialità delle Ville Pontificie, frequentate per la villeggiatura dai papi fin dai tempi di Urbano VIII, è stata riconosciuta con i Patti Lateranensi nel 1929. I pontefici sono soliti recarsi a Castel Gandolfo almeno una volta l’anno. Il palazzo è parte integrante dell’area di oltre 55 ettari che costituisce il complesso delle Ville Pontificie. Acquisito dalla Camera Apostolica nel luglio 1596 e incorporato come patrimonio inalienabile della Santa Sede il 27 maggio 1604, il territorio di Castel Gandolfo fu prescelto come luogo di villeggiatura da molti papi, a cominciare da Urbano VIII che, subito dopo la sua elezione a pontefice (1623), diede avvio alla costruzione di un edificio sul sito della villa romana dell’imperatore Domiziano, probabilmente sorta a sua volta sull’acropoli dell’antica Alba Longa.

Il progetto del palazzo pontificio (il suburbano recesso, come venne allora chiamato) fu affidato a Carlo Maderno che lo realizzò con l’aiuto dei suoi assistenti Bartolomeo Breccioli e Domenico Castelli (1629). Il primo pontefice a villeggiarvi fu dunque il senese Alessandro VII, che completò l’edificio con la facciata principale e l’ala occidentale, cui contribuì anche Gian Lorenzo Bernini. Trascurata per circa un secolo, la villa di Castel Gandolfo tornò ad essere frequentata nel Settecento con papa Benedetto XIV, che la ristrutturò apportandovi modifiche e nuove decorazioni. Altrettanto fece Clemente XIV, che inoltre acquistò la limitrofa Villa Cybo (1773) ampliando a parco l’originario giardino di Urbano VIII.

Nel 1929, con la nascita dello Stato della Città del Vaticano e il relativo trattato, le ville papali di Castel Gandolfo (cui ora si aggiungeva la vicina Villa Barberini) furono dichiarate dominio extraterritoriale pontificio e proprio con papa Pio XI il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo ritornò ad essere la residenza estiva dei papi.