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Capodanno di emozioni e poesia con “il Piccolo Principe”, al cinema da oggi 1 gennaio 2016

Finalmente arriva domani in tutte le sale cinematografiche, l’ultimo film di Mark Osborne, Il Piccolo Principe, un’opera letteraria tradotta in oltre 250 lingue, che ha raccolto 67 milioni di dollari. Il film di animazione è stato ripreso dalla famosissima fiaba di Antoine de Saint Exùpery , scritto nel 1942, il libro più letto e venduto al mondo dalla sua pubblicazione nel 1942.

La trama del Piccolo Principe

” Prodigy ha una madre in carriera che le ha organizzato la vita fino all’ultimo secondo con il solo scopo di entrare in una prestigiosa facoltà. Durante l’estate però la ragazzina si distrae dal programma imposto grazie al vicino di casa, un vecchio e strampalato ex-aviatore che inizia a raccontarle la storia di un ragazzino chiamato “piccolo principe” che avrebbe incontrato anni prima in pieno deserto dopo che il suo aereo cadde. L’aviatore però non ha la possibilità di raccontare la fine della sua storia in quanto rimane vittima di un incidente ma Prodigy, di nascosto dalla madre, si reca in ospedale a visitarlo per rimanere poi delusa a causa del triste finale in cui il ragazzino si sacrifica per vedere la sua amata rosa. Le condizioni dell’aviatore non migliorano e anche la ragazzina è preoccupata tanto che sale sul suo aereo con il pupazzo della volpe e raggiunge un asteroide dove vivono solo adulti super indaffarati tra cui anche il cresciuto piccolo principe che ha ormai scordato il suo passato. L’uomo la porta nell’accademia dove la ragazzina dovrebbe crescere e quindi lavorare ma all’improvviso riaffiorano i ricordi e si ribella permettendo alle stelle di tornare a brillare nel cielo. I due tornano nell’asteroide ormai pieno di baobab per avere la conferma che l’amata rosa è morta, ma la sua immagine compare all’alba e il principe torna bambino. La ragazzina torna a casa e il mattino seguente, accompagnata dalla madre, fa visita all’aviatore, portandogli il suo racconto ormai concluso. Anche con la madre avrà un nuovo e migliore rapporto.”

Tra i doppiatori italiani un cast d’eccezione :  Stefano Accorsi, voce della volpe, Pif, che doppia il re, e Alessandro Siani, il Vanitoso; si aggiungono al cast voci : Toni Servillo, Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann, Giuseppe Battiston e Angelo Pintus. “Il Piccolo Principe” è opera   cinematografica in 3D di quasi 200 animatori della più moderna computer grafica, provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks. Mark Osborne, già regista di “Kung Fu Panda”, ha lavorato al progetto per molto tempo, per riadattare  il romanzo dello scrittore francese in chiave moderna.

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttate via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.”

 

Il Piccolo Principe cenni sul libro capolavoro

Il piccolo principe (Le Petit Prince) è l’opera più conosciuta di Antoine de Saint-Exupéry.

Pubblicato il 6 aprile 1943 da Reynal e Hitchcock in inglese, e qualche giorno dopo in francese, è un racconto molto poetico che, nella forma di un’opera letteraria per ragazzi, affronta temi come il senso della vita e il significato dell’amore e dell’amicizia. Ciascun capitolo del libro racconta di un diverso incontro che il protagonista fa con diversi personaggi e su diversi pianeti e ognuno di questi bizzarri personaggi lascia il piccolo principe stupito e sconcertato dalla stranezza delle “persone adulte”. Ad ogni modo, ognuno di questi incontri può essere identificato come un’allegoria o uno stereotipo della società moderna e contemporanea.

È fra le opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia: è stato tradotto in 253 lingue e dialetti e stampato in oltre 134 milioni di copie in tutto il mondo. Le lingue più conosciute dei cinque continenti sono ovviamente state le prime a vederlo tradotto, ma successivamente si è arrivati a tradurlo anche in lingue e dialetti meno diffusi: dalla lingua corsa, al bretone, dalgallurese al milanese, al napoletano, al friulano o “marilenghe” (lingua neolatina del Friuli), dall’aragonese in Spagna all’esperanto e il guaraní. Nel 2005 è stato tradotto in toba, una lingua del nord dell’Argentina, con il nome di So Shiyaxauolec Nta’a e sembra essere il primo libro ad avere una traduzione nella suddetta lingua dopo il Nuovo Testamento.

In un certo senso, costituisce una sorta di educazione sentimentale. L’opera, sia nella sua versione originaria che nelle varie traduzioni, è illustrata da una decina di acquerelli dello stesso Saint-Exupéry, disegni semplici e un po’ naïf, che sono celebri quanto il racconto.

Gli stessi disegni sono stati utilizzati per creare le copertine del libro. Ad oggi ne sono state stampate ben 657.789 differenti rielaborazioni.

Il racconto è dedicato al bambino che fu Léon Werth, amico dell’autore, il quale qualche mese più tardi scrisse d’essersi pentito e che avrebbe dovuto dedicarlo alla moglie Consuelo Suncín (19021979). L’autore lo scrisse negli Stati Uniti, mentre abitava nella “Bevin House” di Asharoken, Long Island, NY.