Cala il sipario sul Ferragosto Avellinese:poche luci, molte ombre

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Il sottotitolo ci viene facile, poche luci, data l’assenza di luminarie nelle vie cittadine e la mancanza dei fuochi pirotecnici. Molti la sera di Ferragosto si sono recati lo stesso sul piazzale del campo sportivo, altri li hanno attesi in piazza Libertà, ma dei fuochisti all’opera neanche l’ombra. Bastava dar fuoco anche una sola batteria, che consentisse di continuare la tradizione, invece niente fuochi a ravvivare un Ferragosto decisamente sottotono. Nulla, si e’ voluto strafare  ad ingaggiare un big della musica Alex Britti, al costo della non modica cifra di 35mila euro!;  sono accorsi in molti ad ascoltarlo, ma non in tutti ha suscitato emozioni. Certo il cantante romano, con la sua loquela tra un pezzo e l’altro, si è saputo accattivare il pubblico irpino definendolo un popolo  d’accoglienza e riferendo che per il prossimo album, in uscita a novembre,  si è ispirato molto alla nostra terra. Il chitarrista romano che inizialmente usava esclusivamente l’acustica ha ora preso dimestichezza con la musica elettronica, di cui ha dato sfoggio, sciorinando i migliori pezzi del suo repertorio.

Il programma religioso si è svolto al meglio: è stato caratterizzato dalla tradizionale processione finalizzata con l’entrata in Duomo della Madonna Assunta, di cui ricorreva il 50esimo anniversario dell’Incoronazione. Le solite personalità politiche, il Sindaco Foti, vice sindaco Iaverone affiancati da altre autorità cittadine, capeggiavano la nutrita folla di fedeli e curiosi che si è snodata lungo il tragitto urbano; in Chiesa hanno officiato il parroco del Duomo, don Enzo De Stefano, l’ex don Sergio Melillo, ora vescovo di Ariano, ed il Vescovo di Avellino Francesco Marino.

Molte ombre invece  sul fronte del commercio, gli affari sono stati pochi: l’assenza di luminarie ed una riduzione delle presenze in citta’ non ha permesso ne’ ai negozianti, ne’ agli ambulanti di fare affari. Di torrone e castagne del prete, sebbene ancora apprezzati, se ne consumano sempre meno, mentre i saldi di fine stagione non attirano piu’ le masse di clienti, ma anche perchè gli emigrati di ritorno non vedono piu’ l’Irpinia come la Terra Promessa, fosse anche solo per le vacanze. La diminuita affluenza e’ data anche dalla concomitanza e concorrenza delle feste organizzate in provincia. Ho presenziato ad una delle quattro serate della Taurasi Wine Festival, ove il paese traboccava di gente che si divertiva a bere, il Taurasi offerto a 16 euro la bottiglia imperava, mangiare ogni genere di portata, dal fusillo coi porcini alla carne alla brace, o anche a degustare spiga cotta o varie leccornie dolciarie, e ballare al ritmo di pizzica e taranta. Ebbene nonostante la festa fosse diluita in quattro serate, in quella finale vi hanno partecipato diverse migliaia di persone.

Calato il sipario sul Ferragosto si spera che la Madonna dell’Assunta interceda anzitutto sui rappresentanti politici ed istituzionali per questa nostra città che si dimena tra problemi che appaiono inestricabili.

Dario Alvino