Bulgaria – Finisce il primo appuntamento elettorale a livello nazionale in Bulgaria dopo la firma, ieri, della Dichiarazione di Roma in occasione delle celebrazioni nella capitale italiana per il 60esimo anniversario della sigla dei Trattati.
In Bulgaria i primi exit poll delle politiche anticipate danno in testa il Partito conservatore Gerb dell’ex premier Boyko Borissov con il 32,8%. I dati sono stati diffusi dalla tv pubblica Bnt alla chiusura dei seggi. Il 28,4% delle preferenze è andato alla candidata del Partito socialista (Bsp) Kornelia Ninova. Numeri che spengono le speranze dei socialisti di spodestare l’ex premier Borisov. Questo risultato dovrebbe aprirgli la strada a un terzo mandato in coalizione con partiti minori.
Sia i conservatori sia i socialisti sono su posizioni fondamentalmente europeiste, con la differenza che i socialisti si mostrano più morbidi con Mosca e auspicano l’abolizione delle sanzioni contro la Russia. Sono inoltre schierati contro l’accordo Ceta tra l’Ue il Canada.
Le operazioni di voto in Bulgaria – che a dieci anni dall’ingresso nella Ue resta il Paese più povero dell’Unione, con la corruzione che permane ancora su livelli preoccupanti – si sono svolte in tranquillità e senza ulteriori incidenti per quello che è stato definito il “turismo elettorale”, vale a dire il massiccio arrivo in Bulgaria dalla vicina Turchia di persone di etnia turca con passaporto bulgaro, intenzionate a votare per le formazioni politiche rappresentanti della minoranza turca in Bulgaria.
Tale fenomeno ha provocato alla vigilia del voto diffuse proteste, con il blocco della frontiera tra i due Paesi da parte di attivisti della coalizione nazionalista bulgara Patrioti Uniti.