Bauman, il creatore della società liquida: Aveva intuito il declino moderno

zygmunt bauman

Se ne e’ andato all’eta’ di 91 anni Zygmunt Bauman, filosofo e sociologo polacco, dopo una vita attiva da intellettuale e studioso della societa’ contemporanea. Sara’ ricordato come il teorico della societa’ liquida, riferito al contesto sociale, quello attuale, privo di punti fermi o riferimenti precisi cui far capo.Cio’ e’ attribuibile, sosteneva Bauman, all’avvento della globalizzazione che, sotto la spinta del consumismo, ha portato il cittadino in un villaggio globale, il mondo moderno, costituito da totale omologazione e scarsa individualita’.

Bauman, polacco di origine ebraica, e’ scampato all’olocausto fuggendo nel 1939 in Unione Sovietica ove abbraccio’ l’ideologia marxista. Finita la guerra e’ tornato in Polonia studiando e laureandosi in sociologia; successivamente trasferitosi in  Inghilterra ha insegnato per decenni in Universita’ plasmando le sue teorie filosofiche ed approfondendo il rapporto tra modernita’ e totalitarismo.

Ha composto poi il saggio “Modernita’ed Olocausto” sulla questione della Shoa’ di cui ha criticato aspramente il negazionismo. Egli piu’ volte ha rinnegato il governo israeliano per l‘occupazione di una parte della Cisgiordania: avvenimento, egli sosteneva  a ragione, che non avrebbe mai agevolato la pace in Medio Oriente.

Bauman aveva molto a cuore il problema dei migranti in quanto vittime della sfortuna di essere nati in zone disagiate economicamente o afflitte da guerre tra bande rivali, quando non dalla brama di espansionismo delle nazioni potenti. Secondo il suo pensiero, e’ proprio l’opulenza delle Nazioni benestanti e l’indifferenza dei politici che hanno favorito l’erezione di muri, come e’ avvenuto in Europa degli ultimi tempi, ad esempio in Austria, Ungheria, ecc.; gli episodi di Calais, col respingimento degli stranieri alle frontiere ed il relegare degli stessi nell’inferno del peggior campo d’accoglienza mai visto, sono effetti derivanti dalla reazione dei cittadini alla paura di perdere privilegi e l’agiatezza.

I popoli, sostiene nel saggio “Stranieri alle porte”, sono preda del “demone della paura”. Ed i politici scaltri cavalcano con cinismo l’attuale paura facendo facile breccia nell’animo di costoro che si trasforma in odio razziale. Ma egli si dichiara convinto che la speculazione politica ed il contrasto all’integrazione non portera’a risolvere il problema, ma contribuira’ ad aggravare l’isolazionismo. L’ultima apparizione pubblica di Bauman, attivo divulgatore fino a eta’ avanzata, e’ stata ad Assisi a settembre scorso in occasione di un incontro interreligioso alla presenza di Papa Francesco, mentre la sua ultima pubblicazione si intitola “Babel” ed allude alla critica condizione della societa’ contemporanea.