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Avellino,Un cantiere aperto,IL MERCATONE

L’enorme struttura del Mercatone sita lungo via Ferriera sorge nella zona compresa tra l’edificio comunale ed il greto del fiume Fenestrelle. Fu realizzata negli anni Ottanta con una spesa di dodici  miliardi delle vecchie lire. Essa doveva ospitare tutte le attivita’ commerciali ed artigianali rimaste senza sede nel post-terremoto ed accampate per una decina di anni  malamente sui marciapiedi delle principali arterie cittadine. Ma il mostro di cemento, progettato dall’arch. Carmine Colucci, da subito non e’ piaciuto: di fatto, dopo i tentativi dei pur volenterosi commercianti ed artigiani, e’ stato poco per volta abbandonato dagli stessi perche’ le rispettive attivita’ non decollavano. Intanto per la realizzazione della struttura a tutti i costi erano stati effettuati degli espropri pagati negli anni a caro prezzo: dopo vari contenziosi per ora l’esborso da parte del Comune ammonta a sette milioni, in euro stavolta. Dalla fine degli anni novanta sono stati fatti vari tentativi di resuscitare la struttura: dapprima affidandola all’imprenditore Angelo Villani, allora Presidente della Provincia di Salerno, finito successivamente in disgrazia per la bancarotta fraudolenta della catena di supermercati Alvi di proprieta’sua e della sua famiglia.Con l’uscita di scena del Villani ed il contemporaneo ingresso in giunta del Sindaco Di Nunno fu cambiata la destinazione d’uso della struttura in centro servizi oltre che commerciale.  Ne fu affidata la gestione al Gruppo Marinelli per la ristrutturazione del complesso, incarico subito disdetto dal subentrante sindaco Galasso. Dopo di che il diluvio: il complesso viene abbandonato, finisce in preda a vandalismi di ogni tipo e riesce solo a ospitare i senza fissa dimora. Buio completo per diversi anni.Con l’avvento del neo sindaco Foti vi e’stata l’occasione di utilizzare i fondi di Europa Piu’: vengono stanziati circa tre milioni di euro nel 2013 ma ritirati un anno dopo in quanto visto l’avanzamento dei lavori del tunnel, praticamente fermo da tre anni, L’Ente di Palazzo di Citta’, anche se in precedenza formata da altri soggetti, non offre le garanzie necessarie a realizzare i lavori nei tempi (fine 2015) imposti dal bando.Quindi si e’ forse perso l’ultimo treno che poteva permettere di utilizzare un’opera nata male e gestita peggio. In definitiva la citta’ presenta nel cuore del Centro storico un enorme monumento al degrado, che e’ testimonial di spreco di risorse pubbliche vicino ormai ai trenta milioni di euro, di difficile e sempre piu’ problematico recupero.

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