Avellino, petizione popolare per la riconversione dell’ex ospedale

Va a gonfie vele la raccolta di firme per la rinascita della struttura che ospitava il nosocomio di viale Italia. Le sottoscrizioni, raccolte in vari punti commerciali della zona e presso la parrocchia di S.Ciro, ammontano finora a duemila, numero che si conta di portare a tremila entro la fine di agosto. Il parroco di S.Ciro, padre Luciano Gubitosa, tra gli attivi promotori assieme all’Associazione “Avellino Rinasce”presieduto da Tiziana Guidi preme perche’ le istituzioni, Comune in primis, si attivino a dare una destinazione d’uso all’ex ospedale che rischia al contrario di finire come monumento all’inutilita’. L’Associazione su menzionata vorrebbe farne una “casa della salute”ove possano accorparsi i vari ambulatori e relativi uffici dell’Asl, ora disseminati sul territorio. In tal modo si risparmierebbero 646mila euro che la Regione sborsa ogni anno per l’occupazione di locali non di proprieta’.

Altra possibile destinazione e’ quella della cittadella giudiziaria, che non esclude la prima, data la capienza della struttura. Quello del trasferimento degli uffici giudiziari e’ un problema annoso data l’inadeguatezza del vecchio tribunale di piazza d’Armi. Ultima ipotesi e’ avanzata dalla Caritas Diocesana, a nome del responsabile Carlo Mele: e’ quella di destinare la struttura a centro di accoglienza degli extracomunitari, dal momento che Avellino citta’ non ha ancora, a differenza di molti comuni viciniori, destinato alcuna sede all’uopo.

Sono intanto intercorse le trattative preliminari tra il sindaco Foti, coadiuvato dall’assessore Tomasone e dal tecnico comunale Candela, ed il manager Rosato dalla citta’ ospedaliera, per un possibile scambio di titolarita’: al Comune passerebbe la proprieta’ della struttura di viale Italia e all’Azienda Ospedaliera un’area di contrada Amoretta. Riguardo allo stato di agibilita’, l’ex ospedale si puo’ definire in buone condizioni; e’ stata messa in sicurezza e resa antisismsica, con i fondi dell’ex art.20, la maggior parte del complesso tranne i locali adibiti ad uffici. Bastera’ adeguare i locali alle nuove destinazioni, a seconda delle funzioni che si andrebbe a decidere. Rispetto alle quali in pole positione’ la cittadella giudiziaria che rientra tra le scelte prioritarie del Comune, ma non e’ detto che possano essere comprese anche l’attivita’ poliambulatoriale ed il centro di accoglienza, dato che la struttura e’ sufficientemente capiente da ospitare piu’ di un’attivita’. Quel che conta e’ che non si lasci marcire una valida struttura posizionata peraltro nel centro cittadino, servita anche da area parcheggio, che altrimente andrebbe  a deprimere anche la vitalita’ della zona urbana circostante.