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    Avellino, in Consiglio Comunale decisa la vendita dei gioielli di famiglia; per il mercato invece la soluzione e’ ancora lontana.

    Comune di Avellino

    Nella seduta del Consiglio comunale di giovedi 30 luglio, svoltasi parte in presenza e parte in streaming, son state approvate le tariffe Tari ed Imu, con la conferma per il 2020 di quelle applicate lo scorso anno. Ma ahime’ data la solida maggioranza di cui dispone il Sindaco Festa e’ stato votato anche il piano di dismissioni e vendita di alcuni immobili comunali.

    La relazione dell’assessore al Patrimonio Stefano Luongo prevedeva la vendita di molte proprieta’ del Comune, tra cui terreni, diritti edificatori e alloggi, comunali e locali, di cui l’intero quarto piano e meta’ degli altri tre dell’edificio comunale; l’ex asilo Patria e Lavoro, l’ex ufficio manutenzione di via Palatucci. Con tali vendite l’Amministrazione conta di realizzare 35 milioni di euro. A questo punto l’opposizione e’ insorta con la vibrata protesta dei consiglieri Nicola Giordano (Laboratorio Avellino), Amalio Santoro e Francesco Iandoli. Mentre Dino Preziosi (La Svolta) riguardo alla Tari ha promosso una modifica al regolamento secondo cui vanno esonerate dall’imposta le abitazioni, pur arredate ma prive delle utenze: tale emendamento ha riscosso il favore della maggioranza.

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    Le proteste riguardo agli immobili da alienare invece si fondano oltre che su un criterio di opportunita’ anche su vincoli che graverebbero su opere pubbliche come beni indisponibili. A dire degli oppositori rinunciare alla proprieta’ seppur parziale del Comune significherebbe non un buon affare, in quanto l’operazione frutterebbe cinque milioni di euro circa, con un deprezzamento del 50% del valore effettivo. E poi sarebbe come vendere i gioielli di famiglia!

    Comunque l’approvazione di tali dismissioni dovra’ passare preventivamente per la Commissione Urbanistica.

    Riguardo al mercato bisettimanale non si placa l’agitazione degli ambulanti di Avellino. La Confesercenti-Associazione degli Imprenditori irpini ha chiesto un incontro in Prefettura per il prossimo 4 agosto per aprire uno spiraglio mirato alla scelta di una nuova  sede. Intanto proseguono i carotaggi nel sottosuolo del piazzale di campo Genova su indicazione del Tar e direzione dell’Arpac.

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    Dopo le prime verifiche che hanno fatto constatare la natura dei materiali interrati, parte il secondo ciclo di controlli che porteranno a scavare ad una profondita’ di 36 metri, fin dove si trovera’ l’acqua, per analizzarne la qualita’ed il suo livello d’inquinamento. A detta del Comandante della Polizia Municipale Arvonio, che controlla le indagini portate avanti da una societa’ del Comune in contrraddittorio con l’Arpac, ci saranno ben sei carotaggi. Egli si dice ottimista riguardo al buon esito degli accertamenti, che verranno conclusi entro la prima settimana di agosto; cio’ non significhera’ avere subito il sito a disposizione, ma si dovra’ attendere lo svolgimento della successiva udienza al Tar, fissata per il prossimo 14 ottobre, ove sara’dichiarato idoneo o meno.

    Nelle scorse settimane gli ambulanti hanno chiesto e non ottenuto il permesso per svolgere le attivita’ nella frazione Valle, ipotesi a quanto pare non gradita ai residenti della frazione. Di fatto gli ambulanti non lavorano dallo scorso dicembre, sono allo stremo delle condizioni economiche e vivono nella precarieta’ piu’ assoluta anche in virtu’ della concomitante crisi dovuta alla pandemia.