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Avellino: in arrivo le “cambiali” della Tari

Sono in arrivo al domicilio degli avellinesi le cartelle esattoriali della TARI, la tassa annuale sui rifiuti. Puntuali come cambiali, le tariffe sono state deliberate nel settembre scorso dal Consiglio Comunale all’unanimita’e comportano aumenti medi del 35%. La cartella esattoriale prevede dilazioni di pagamento fino a tre rate che fanno lievitare il costo di un ulteriore 7-8%. Da quest’anno i parametri di valutazione sono due: la superficie in Mq. delle abitazioni e il numero dei componenti del nucleo familiare. Possiamo con sicurezza affermare che le tariffe sono onerose, insostenibili specie per i nuclei familiari numerosi che ad Avellino sia per il criteri adottati che per i parametri applicati sono stati di fatto penalizzati. Una famiglia media, composta di quattro elementi, che abita in un modesto appartamento di cento mq. paga circa 500 euro all’anno per la sola Tari. Se si osserva la tabella evolutiva del costo variabile per utenza, visibile sul sito del Comune di Avellino,  notiamo che l’aliquota non e’ proporzionale, ma progressiva per cui i nuclei familiari piu’ numerosi anziche’ essere alleviati vengono “puniti”da tale criterio! Cio’ avviene perche’ il Comune ha necessita’ di incassare in virtu’ dell’accordo di tariffazione concluso con Irpiniambiente, concessionaria del servizio.  Ma se si applicano gravose imposte come la Tari si calpestano i piu’ elementari diritti sociali della collettivita’. Passando alle utenze non domestiche la situazione e’ anche peggiore in quanto il calcolo e’ al mq.. Ad esempio ristoranti, pizzerie, osterie e pub pagano un’aliquota di €.26,18 al mq.; bar, caffe’ e pasticcerie di €.19,69 al mq.; pescherie, negozi di piante e fiori e pizze al taglio di €.33,40. Per fare un esempio pratico un pub o una pizzeria sita in un locale minimo di mq.200 va  a pagare tra i 4.000 e i 5.000 euro di Tari all’anno. Ovvero, in tempi di crisi come l’attuale vuol dire  essere obbligati  a chiudere e cessare l’attivita’. Passiamo a parlare del servizio offerto: mediocre, per non dire scarso. Avellino non si puo’ certo definire una citta’ pulita, lascia a desiderare sia lo spazzamento che la pulizia delle strade e delle aree pedonali permeate perennemente da un patina oleosa e maleodorante da far presumere una scarsa e saltuaria pulitura con sostanze detergenti; i cassonetti spesso fuori posto, sono sempre stracolmi, che si trovino al centro o in periferia non fa differenza. Vero e’ che anche il livello di civilta’ da parte degli utenti e’ ancora molto basso: non si e’ ancor in grado di fare la differenziata, il che e’ assurdo perche’ vige da piu’ di un decennio, i conduttori di cani sono quasi sempre sprovvisti degli apppositi recipienti per gli escrementi ed il cittadino continua a considerare la citta’ come se non gli appartenesse…Sarebbe il caso da parte del Comune di rinegoziare l’accordo con Irpiniambiente, sia in termini di servizio che di tariffazione perche’  l’imposta non e’ piu’ sostenibile dalle famiglie avellinesi ed il servizio va assolutamente migliorato.

Dario Alvino