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Avellino e la Vendita dei Beni Comunali

Il Comune di Avellino e’ intenzionato a dismettere i suoi beni, ormai inutili ed infruttuosi, quali aree, alloggi e  diritti edificatori. In tal modo ci potrebbe essere un proficuo utilizzo di dette aree quali ad esempio la vecchia Piazza Macello (che vede ancora lo stazionamento dei pulmann, speriamo ancora per poco), il Campo Genova ed alloggi sparsi tra Parco Castagno, Rione Aversa, via F.Tedesco e Vallone dei Lupi. Nello stesso tempo l’Ente comunale potrebbe ricavare fondi che nelle stime preventive si attestano intorno ai 28 milioni di euro che allevierebbero non poco le sue precarie finanze. Gia’ nell’anno 2013 furono mesi all’asta beni comunali del valore stimato in quattro milioni di euro, ma con scarsi risultati. Certo il perdurare della crisi economica, l’immobilismo forzato delle imprese e lo scarso appeal dei beni in offerta sono fattori che non fanno ben sperare. Ma questa e’ l’unica strada che ha il Comune ha per collocare dei beni inutili che altrimenti si avviano alla fatiscenza. Probabilmente per rendere appetibili le offerte bisognera’non alzare le pretese economiche per non rischiare che le sedute d’asta vadano deserte. Le quali sedute non saranno immediate in quanto il Comune, che sicuramente esternalizzera’ l’appalto sta verificando di affidarsi all’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni) per usufruire gratuitamente  di procedure di vendita convenzionate, appunto per evitare di pagare il servizio. Quella della vendita dei beni e’ il percorso che ha adottato anche la Regione rispetto a strutture ed aree del comparto sanitario.