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Avellino: caso Cocchia studenti itineranti

Avellino – A seguito dell’ordinanza di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica la Scuola Media Cocchia restera’ chiusa a tempo indeterminato. Motivi di sicurezza per rischio sismico costringeranno Comune e Provincia ad attivarsi per trovare una nuova sistemazione, ove gli 870 alunni ed il corpo insegnante potranno continuare a svolgere l’attivita’ didattica. Dato il numero elevato di studenti, trovare una struttura capiente e disponibile subito che consenta di continuare a far lezione senza troppi disagi non e’ cosa facile. Pertanto si sono palesate varie ipotesi tra le quali il trasferimento al plesso di San Tommaso, ristrutturato di recente, oppure dislocare in piu’ edifici, quali il Giorgi, associato all’Amatucci di via Ferrante, con trasferimento di questi ultimi nell’edificio centrale dell’Amatucci; operazione non facile in quanto le attrezzature ed i laboratori non sono facilmente trasferibili. L’altra ipotesi da prendere in considerazione e’ quella di organizzare turni pomeridiani dilezione, utilizzando le stesse strutture gia’funzionanti di mattina. Certo, se l’Amministrazione comunale avesse cominciato a pensarci all’indomani del primo allarme, all’inizio di anno scolastico, a quest’ora la soluzione ce l’avremmo gia’; siamo a novembre, e all’indomani delle ultime due forti scosse di Marche e Umbria che hanno rinnovato l’allarme, il problema del rischio sismico e’tornatod’attualita’.

Certo la situazione dell’edilizia scolastica, costituita da molti istituti di fabbricazione anteriore al 1980  che non hanno ricevuto un adeguamento sismico delle strutture, ci fa ipotizzare che lo stesso problema della Cocchia possa interessare il 50% dei plessi scolastici. La buona notizia e’ che la Regione Campania ha stanziato 25 milioni e 600mila euro per la prevenzione sismica e la messa in sicurezza del territorio. I bandi pubblicati sul Bollettino Ufficiale parlano in dettaglio di 1,3 milioni di euro destinati alla microzonazione sismica; 20,7 milioni per la messa in sicurezza di edifici pubblici e3,6 milioni per gli edifici privati. Occasione da prendere al volo per il Comune di Avellino, che potrebbe sfruttare quest’occasione per ricostruirela scuola Dante Alighieri di via Piave che ha presentato problemi nell’anno 2012, tanto da dover essere accorpata all’istituto Perna ed anche per la scuola Media Cocchia che peraltro registra una richiesta crescente di iscrizioni. Ma ridestiamoci dai sogni e dai progetti futuri. Il caso Cocchia e’ di impellente attualita’ ed il Comune con l’ausilio della Provincia dovra’ risolverlo, anche con soluzioni provvisorie, nei prossimi giorni.

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Certo, il bailamme suscitato dai genitori degli alunni non aiuta. C’e’ chi si e’ lamentato degli eventuali turni pomeridiani che farebbero perdere la palestra o i corsi di danza alla propria figlia (!!!) e chi ha giurato che non manderebbe mai suo figlio a San Tommaso!(manco fosse Mosul). Dal canto loro gli abitanti di San Tommaso proclamavano che mai avrebbero ceduto “la loro scuola” (ma quando mai l’hanno acquistata?) appena ristrutturata agli estranei… Beh, di bestialita’ ne sono state proferite tante. Che poi, a pensarci bene, non e’ solo pour parler, ma denota purtroppo un’ insensibilita’ di fondo che non ci saremmo aspettati proprio da chi il terremoto l’ha vissuto, direttamente o indirettamente, e non puo’ avanzare questioni di lana caprina di fronte a un’emergenza simile. Prima di lamentarsi dei disagi che patirebbero a raggiungere una sede o l’ altra, o di pensare che i loro rampolli possano sprecare i loro talenti o compromettere le loro chances in turni di lezioni pomeridiane, pensassero a rendersi utili in qualche manierao almeno a zittire. Invece essi, con quel tipo di esternazioni, hanno fatto venire  galla quella mentalita’ razzista e classista per la quale si fanno carte false per mandare i figli alla scuola del centro perche’ dai piu’ considerata d’elite e di snobbare quelle di periferia (ad es.San Tommaso) perche’ frequentata dai meno abbienti. Sarebbe il caso che, da normativa, ci fosse l’obbligo di mandare i propri figli nella propria zona di residenza, sia essa centro, periferia o paese; cio’ eviterebbe di incrementare il tasso di fanatismo che in realta’ molto ristrette come Avellino e’gia’ molto elevato!

Dario Alvino # Irpinia Insieme