La bellezza quasi surreale del borgo storico di Aterrana non passa certo inosservata. A guardarla bene, provando ad entrare nella magia dei cortili e delle sue stradine in pietra, dei pozzi e dei vecchi portoni, sembra quasi che il tempo si sia fermato. Arte e storia si sposano a meraviglia e le tradizioni resistono nonostante la mano e l’impeto dell’uomo, che ne rappresentano un reale pericolo. Molti sono i tentativi di valorizzare il fascino incantato di questo sito e di ridonare slancio e vigore alla cultura delle tradizioni di un tempo che qui non smette di essere.
Ma c’è dell’altro. Pare che Aterrana, insieme ad altre località situate nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, conservi delle evidenze preistoriche. A suggerirlo un gruppo di ricercatori dell’Università degli studi di Siena che su suggerimento dell’Amministrazione Comunale di Montoro, hanno approfondito le ricerche.Il sito denominato “riparo sotto roccia di Aterrana” era già stato oggetto di un primo intervento, da parte di un gruppo di ricerca della medesima università, circa dieci anni fa, nel settembre 2005, durante il quale furono rinvenuti diversi resti risalenti ad epoca preistorica. Pertanto, nel contesto di un progetto promosso in collaborazione con la Soprintendenza archeologica della Campania, volto alla valorizzazione di queste evidenze preistoriche, il gruppo di Siena, diretto dalla dottoressa Adriana Moroni, si accinge a riprendere gli studi.
Un focolare, resti di fauna e strumenti in pietra riferibili all’età del Paleolitico medio: questi i ritrovi ad Aterrana del 2005 che rappresentano oggi la base da cui ricominciare ad indagare. Ci si riferisce ad un’epoca compresa tra 200.000 e 40.000 anni fa, epoca a cui si fa corrispondere la diffusione in Europa dell’uomo di Neanderthal, a partire dalla valle di Neander, nei pressi della località tedesca di Dusseldorf, dove furono rinvenuti i primi resti fossili.
La località montorese era stata definita, già nel 2005, “di interesse particolarmente importante”, come si legge in un decreto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania. L’obiettivo dello scavo previsto per l’anno appena iniziato è dunque quello di verificare l’effettiva entità di tali resti e l’importanza scientifica del sito. Comunicato l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni con nota del 4 Gennaio 2016, si attende quindi solo l’inizio dei lavori da parte dell’equipe dell’Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente, dell’Università degli studi di Siena. Sotto la guida della Dott.ssa Moroni si cercherà dunque di capire se Aterrana sia stata per davvero sede di villaggi neandertaliani.
In tal caso, Montoro – e in particolare il sito “Riparo sotto roccia di Aterrana” – potrebbe entrare a far parte di un’ampia rete di poli culturali con l’obiettivo per il futuro di costituire una vera e propria confederazione di musei naturali diffusi sul territorio. In altre parole, Aterrana, nasconde qualcosa di ancor più antico delle strade medioevali o del borgo preromano. Sottoterra giace qualcosa che rimanda ad un tempo ben più lontano e ad un uomo ben diverso da quello di oggi.