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Analisi post referendum, l’Italia divisa in due

Politica – In questo passaggio referendario i veri vincitori sono i cittadini italiani, che con il loro voto hanno fatto capire al Presidente del Consiglio che in Italia non possono esistere Capi o Principi. La vittoria del No consolida la qualità della nostra democrazia e rafforza il principio sacro e assoluto della sovranità popolare perché il popolo ha deciso in maniera schiacciante e in piena libertà di giudizio e di pensiero. Questa vittoria significa che il Popolo Sovrano esiste ancora, il cittadino da oggi conterà più di ieri vista l’enorme partecipazione alle urne, il cittadino dunque torna ad essere protagonista riprendendosi il suo spazio di partecipazione alla vicende politiche e istituzionali del paese, la voce e la volontà dei cittadini esce sicuramente rafforzata da questo voto e da questi numeri cosi forti e netti a favore del No. La scelta dei cittadini è stata una risposta chiara e decisa all’ arroganza mostrata in questi mesi dal Premier e dai suoi Ministri.
Al Presidente del Consiglio va comunque riconosciuto l’onore delle armi, anche perché il suo discorso tenuto al paese, dopo i primi risultati, è stato corretto. L’ annuncio di voler lasciare Palazzo Chigi restituisce a Matteo Renzi un po’ di dignità sul piano umano oltre che politico, ma non cancella i tanti errori fatti dallo stesso premier in questi 1000 giorni. Dopo 1000 giorni infatti, il nostro paese è ancora più fragile e in crisi non solo economica ma anche dei valori, Renzi lascia in eredità un paese diviso e lacerato pieno di problemi. Il paese in questi due anni e mezzo ha fatto grossi passi indietro. Ma ora arriva il difficile, occorrerà ricostruire l’unità del paese, cosa non facile anche se la vittoria del NO, nel segno della difesa della Costituzione e dei suoi principi, rappresenta la base per costruire un nuovo futuro per la nostra bellissima nazione. I cittadini hanno vinto e sconfitto non solo questo Governo, ma tutti i poteri forti che da 1000 giorni dettano l’agenda a Matteo Renzi.