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Ambiente Italia, il 16 gennaio su Rai 3 il servizio girato a Montoro (FOTO)

La Rai a Montoro per gli sversamenti nella Solofrana. Questa mattina le telecamere dell’emittente nazionale sono approdate a Torchiati, per filmare un servizio per la trasmissione “AMBIENTE ITALIA”, in onda sabato 16 gennaio 2016, alle ore 12.55 su RAI 3. Diverse sono state le associazioni intervenute, non è mancato l’intervento del Sindaco di Montoro Mario Bianchino e del Presidente dei Conciatori. Tanti anche i cittadini presenti sul tratto inquinato montorese. Una puntata da non perdere, dove si parlerà naturalmente degli sversamenti provenienti dalle concerie solofrane, dei possibili rimedi e delle conseguenze per la comunità.

Di seguito le foto di Gerardo Scafuro:

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La Storia della Solofrana:

L’Agro Nocerino ha tre gole principali, attraverso le quali comunica coi territori più elevati che la circondano, una va verso Cava de’ Tirreni, un’altra verso Pecorari (Nocera Superiore) e la terza verso Codola (Castel San Giorgio). Ed è attraverso queste tre vie che, nel 1700, scorrevano i tre principali torrenti, che portavano acqua a valle nei periodi delle piogge: il Cavaiola, il Citola e il Solofrana.

L’ultimo di questi torrenti era, in realtà, formato da due corsi principali distinti: uno veniva dalla Valle di San Severino e l’altro dalle valli più lontane di Solofra, di Montoro Superiore e di Montoro Inferiore. In località Mercato di San Severino, le due vallate diventano una sola e, da quel punto, il torrente prendeva il nome di Solofrana e si avviava verso Codola, raccogliendo lungo il percorso le acque provenienti da Bracigliano e Siano, sulla destra, e dai valloni dei monti posti alla sua sinistra. Arrivato all’Osteria della Codola, la Solofrana si divideva in due rami: uno denominato fiume dei Corvi e l’altro di Casarzano, i quali, giunti nei pressi del Campo, si riunificavano e, insieme al torrente della Citola, andavano a passare, per un condotto coperto, sotto il Quartiere Militare, per poi infilarsi in un alveo stretto e tortuoso, detto il Fiuminale.

La soluzione adottata nel 1803 dal Marchese della Valva, Soprintendente dei Ponti e delle Strade, per risolvere il problema dell’allagamento di Nocera e dei suoi casali, comportò, tra l’altro, l’unione, all’altezza del Quartiere militare, dei corsi d’acqua della Cavaiola e della Solofrana, in un unico alveo artificiale, detto Alveo Comune Nocerino.