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Giovani abusano di alcolici. ISTAT: va di moda la sfida del “binge drinking”

L’alcol è una piaga sociale devastante, lo è ancor di più quando a consumarlo con una certa frequenza sono i più giovani.L’alcol-dipendenza è un fenomeno che continua a necessitare di grande attenzione per le implicazioni sanitarie e sociali che ne derivano. Secondo i dati ISTAT, nel corso del 2014 il 63% degli italiani di 11 anni e più (pari a 34 milioni e 319 mila persone) ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza notevolmente maggiore tra i maschi (76,6%) rispetto alle femmine (50,2%).
Il 22,1% dei consumatori (12 milioni circa di persone) beve quotidianamente (33,8% tra i maschi e 11,1% tra le femmine).

Nel 2016 si stima che i consumatori giornalieri di bevande alcoliche siano il 21,4% della popolazione di 11 anni e più, confermando il trend strutturale discendente degli ultimi dieci anni (22,2% nel 2015 e 29,5% nel 2006). Continua invece ad aumentare la quota di coloro che consumano alcol occasionalmente (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 26,1% al 29,2%).

Tra gli adolescenti diminuisce sensibilmente il consumo di alcolici (dal 29 al 20,4%) sia giornaliero (peraltro molto contenuto), sia occasionale, seppure con un andamento oscillante negli ultimi anni.

Nel consumo eccedono più frequentemente rispetto alle raccomandazioni del Ministero della Salute gli ultrasessantacinquenni (36,2% uomini e 8,3% donne), i giovani di 18-24 anni (22,8% e 12,2%) e gli adolescenti di 11-17 anni (22,9% e 17,9%).

La popolazione giovane (18-24 anni) è quella più a rischio per il binge drinking, frequente soprattutto durante momenti di socializzazione, come dichiara il 17,0% dei ragazzi (21,8% dei maschi e 11,7% delle femmine).

Scende il consumo giornaliero di alcol soprattutto tra i più giovani.

Nel 2016, il 64,7% della popolazione di 11 anni e più dichiara di aver consumato almeno un tipo di bevanda alcolica nell’anno, stabile dal 2015 (64,5%), ma in netto calo rispetto al 2006 (68,3%). Tra il 2006 e il 2016 diminuisce soprattutto la quota di chi consuma bevande alcoliche quotidianamente (dal 29,5% al 21,4%), ma aumenta quella di coloro che le consumano occasionalmente (dal 38,8% al 43,3%) e fuori dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). Il modello italiano tradizionale di consumo quotidiano di bevande alcoliche, soprattutto vino, durante i pasti, cede quindi il posto ai modelli tipici dei paesi del Nord Europa, caratterizzati da consumi elevati di bevande alcoliche anche al di fuori dei pasti. Cambiano soprattutto i comportamenti delle donne: tra il 2006 e il 2016 le consumatrici giornaliere scendono da 4 milioni 463 mila a 3 milioni 138 mila (-29,7% contro -23,2% dei maschi), mentre aumentano quelle che fanno uso di bevande alcoliche fuori dei pasti, da 4 milioni 52 mila a 5 milioni 250 mila (+29,6%); le consumatrici occasionali passano invece da 9 milioni 608 mila a 10 milioni 641 mila (+10,8%) (Prospetto 1 e Figura 1). Aumentano in misura consistente gli uomini che consumano occasionalmente bevande alcoliche, da 9 milioni 524 mila a 11 milioni 795 mila (+23,8% contro +8,9% delle donne).

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Consumano alcol nell’anno otto uomini su dieci e cinque donne su dieci

Nel 2016, 35 milioni e 171 mila persone di 11 anni e più dichiarano di avere consumato almeno un tipo di bevanda alcolica nell’anno; di queste, 11 milioni 641 mila bevono quotidianamente. Elevate le differenze di genere: consuma alcol almeno una volta l’anno il 77,3% degli uomini contro il 52,9% delle donne (Prospetto 2). Tra gli adulti 25-64enni, quasi tre persone su quattro dichiarano di aver consumato alcol almeno una volta nell’anno: oltre l’80% sono uomini, circa il 68% donne. Fra i ragazzi più giovani di 11-15 anni il 10% ha assunto alcolici negli ultimi 12 mesi (11,4% dei maschi e 8,5% delle femmine).