Sabato 19 novembre 2011, ore 9,30, in Napoli – Piazza Garibaldi 91 presso la Sala Colonna dello Starhotel Terminus, è previsto un incontro dei dirigenti MCL Campania sul tema del Referendum Costituzionale ed un Confronto tra i Giovani MCL Campania con la partecipazione di Maria Pangaro delegato nazionale Giovani MCL. Ai lavori interverranno il Presidente regionale l’avv. Maria Rosaria Pilla, i Presidenti provinciali MCL Campania, il prof. Marcello Feola, docente di Diritto Pubblico UNISA e il dr. Pietro Giubilo Vice Presidente Fondazione Italiana Europea Popolare.
L’incontro fa seguito al dibattito organizzato sul tema referendario dall’Unione provinciale MCL di Napoli che si è svolto il giorno 15 novembre 2016 anche presso l’Hotel Terminus di Napoli, cui hanno partecipato il Presidente provinciale MCL Avv. Michele Cutolo, che ha tenuto la relazione introduttiva, il Prof. Francesco Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale, il prof. Severino Nappi, docente Universitario, il dott. David Lebro, consigliere Area metropolitana, e il Direttore de “Il Roma”, dr. Antonio Sasso in qualità di moderatore.
Un impegno di tutto rispetto quello posto in essere da MCL nella Provincia di Napoli e in tutta la Regione, che testimonia la qualità del lavoro svolto dal Presidente nazionale MCL Carlo Costali in ogni regione d’Italia a sostegno dell’iniziativa rivolta a tutto il mondo cattolico, laico e del lavoro, impegnato nel sociale, per sostenere le ragioni del NO alla Riforma costituzionale.
L’iniziativa del MCL della Campania e quelle delle altre regioni fanno seguito alla grande manifestazione che si è tenuta a Roma il 12 novembre 2011 a Roma preso il The Church Village Hotel ( ex Domus Pacis ) -zona Aurelia-, promossa dal Comitato del Family Day e dal Movimento Cristiano Lavoratori, per illustrare le ragioni della loro contrarietà alla riforma costituzionale, che aveva subito raccolto numerose adesioni di esperti del mondo del diritto e di esponenti della società civile. L’iniziativa di Roma ha assunto i connotati di un vero e proprio meeting aperto ed inclusivo. I leader dei due movimenti Massimo Gandolfini (family day) e Carlo Costalli (MCL) si sono rivolti, infatti, a tutto il variegato mondo cattolico e a tutte le storiche realtà impegnate nel sociale per la costruzione del bene comune, invitando a guardare gli elementi che uniscono e che sono la base per costruire politiche di collaborazione e di impegno per rispondere alle sfide che minacciano la famiglia e i lavoratori italiani.
“Mettiamoci insieme: ci saranno sicuramente delle visioni diversificate ma l’obiettivo comune è quello di salvaguardare la famiglia e fermare ogni deriva che sa, anche solo lontanamente, di imposizione autoritaria e centralista”, ha affermato Massimo Gandolfini, spiegando che la disintermediazione tanto propugnata da Renzi e messa nero su bianco nella riforma costituzionale “mette in un angolo la famiglia e le rappresentanze delle categorie dei lavoratori; una deriva che annulla i corpi intermedi e allontana la partecipazione del popolo alle decisioni che lo riguardano”.
Sulla stessa linea il presidente del Mcl, Carlo Costalli: “Vogliamo essere massimamente inclusivi e aperti a quelle forze che hanno a cuore le garanzie costituzionali della sussidiarietà e dell’integrità della persona. In questi mesi – ha aggiunto Costalli – abbiamo assistito ad una pervicace propaganda che ha voluto far passare quanti si oppongono a questa riforma (non ad ogni riforma: ma a questa!) come conservatori, nemici dello sviluppo del Paese . Ed è ben strano che questa accusa venga rivolta a chi, come noi, lo sviluppo dell’Italia lo edifica ogni giorno: facendo famiglia e vivendo con consapevolezza la frontiera del lavoro”. Degli interventi di Costalli e Gandolfini riteniano utile riportare di seguito alcuni passi importanti, che, secondo noi, esprimono in modo chiaro ed inequivocabile la loro posizione in ordine al requisito referendario.
Costalli così ha esordito: “Famiglie e lavoratori insieme per il NO alla Riforma costituzionale” non è soltanto un titolo o uno slogan. Non lo abbiamo scelto solo per descrivere la storia, la vocazione, i campi d’impegno, il carisma dei nostri movimenti: è molto di più. Il Cardinal Bagnasco, al Consiglio permanente della Cei del 27 settembre scorso, ha detto: “lavoro e famiglia sono legati e costituiscono il tessuto connettivo della società e dello Stato”; e ne siamo tutti ben coscienti. Ma siamo ben coscienti anche che la riforma Renzi-Boschi è propedeutica alla definitiva destrutturazione della nostra società, proprio a partire dalla destabilizzazione dei suoi due cardini principali: la famiglia e il lavoro.”
Per questo è essenziale che famiglie e lavoratori, che costituiscono il primo fattore di sviluppo di ogni società giusta e libera, forte e prospera, lottino insieme per dire NO a questa riforma costituzionale: un NO forte e chiaro che deve essere sentito in tutta Italia!” “
“Abbiamo tutti, sotto i nostri occhi, i risultati deludenti del cosiddetto Jobs Act: una riforma del lavoro “liquida”, di ispirazione neoliberista, basata su incentivi temporanei che, non appena sono stati dimezzati, ha registrato un crollo dei posti di lavoro. Il trend è tutto tranne che positivo: meno assunzioni e più licenziamenti rispetto ai primi otto mesi del 2015. E sono dilagati i voucher, nuova frontiera del peggior precariato. Infine, il Jobs Act non ha minimamente intaccato la disoccupazione giovanile, che continua a crescere ed è arrivata a quasi il 40%: il valore più alto dall’ottobre scorso”.Tutto questo ci fa capire come dietro al confronto referendario non ci sono soltanto le modifiche di ben 47 articoli della Carta, ma c’è una specifica visione del futuro di questo Paese che non è la nostra e che respingiamo con forza. Una visione che vuole scardinare la famiglia e trasformare il primo articolo della Costituzione “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” in una vuota affermazione retorica.” “Nessuno contesta che la nostra Costituzione abbia bisogno di una revisione. Non da oggi lo diciamo. C’è bisogno di una riforma, ma non di questa riforma” .“Il nostro è il No di autentici riformisti e riformatori, è un No di uomini liberi che vogliono difendere la sovranità diffusa del popolo contro le élite accentratrici. Un No che sia la base per un diverso metodo di costruzione di un percorso di riforma della Carta, partecipato e non nelle mani dell’esecutivo.” Un concetto questo su cui è ritornato nel suo articolato intervento Gandolfini, per il comitato famiglie, il quale aggiunge che “il No non nasce per un risentimento nei confronti di Matteo Renzi, ma per il fatto che non si è tenuto assolutamente conto del comune sentire degli italiani. Elemento centrale del NO è la salvaguardia della Famiglia da ogni possibile “deriva, anche lontana, di imposizione autoritaria e centralista” della riforma di Renzi. Dietro una legge che potrebbe essere scambiata per ordinaria c’è una vera rivoluzione antropologica, ed è contro questa che si sono mobilitate milioni di persone”.
Antonio Battista