HomeAttualitàUn sondaggio rivela: gli Italiani hanno scarsa apertura verso i migranti

Un sondaggio rivela: gli Italiani hanno scarsa apertura verso i migranti

 

Attualità  Un’indagine condotta da Ipsos e pubblicata in esclusiva dall’Espresso questa settimana ha rivelato la disponibilita’ all’accoglienza di 22 Paesi nel mondo tramite interviste condotte tra  giugno e luglio a sedicimila persone comprese in una fascia di eta’ tra 16 e 64 anni. Ebbene alla domanda sull’opportunita’ di di chiudere le porte ai rifugiati, la Turchia (in testa col 67%), India (65%),Ungheria, Usa, Russia, Italia e Francia (con una percentuale prossima al 50%) hanno risposto favorevolmente; le piu’ disponibili all’accoglienza si sono mostrate Messico, Arabia, Brasile e Argentina (con percentuali tra il 20 e il 30%).

Alla domanda se l’immigrazione fa bene all’economia del proprio Paese gli stessi residenti delle Nazioni su citate hanno negato tale possibilta’. Si e’ dissociata la Gran Bretagna che al contrario ha dimostrato, almeno prima della Brexit, grande apertura alle diverse etnie e alla relativa integrazione, cogliendone anche i frutti in termini economici.

La diffidenza espressa dalla Turchia puo’ essere giustificata in quanto ha accolto due milioni e mezzo di migranti su una popolazione di 74 milioni ed un Pil pro capite di 11mila dollari. Meno comprensibili sono i risentimenti degli italiani che finora hanno accolto 470mila profughi dal 2013 su una popolazione di sessanta milioni di abitanti ed un Pil pro capite di 36mila dollari.

Ai quesiti se vi siano troppi migranti nel proprio Paese, se la loro presenza abbia reso piu’ difficile trovare lavoro, se il fenomeno della migrazione abbia creato pressione sui servizi pubblici, Turchia, Italia e Francia per l’Europa  Sudafrica e Usa come Paesi extra hanno risposto di si, con percentuali che variano dal 50% (Italia) al 78% (Turchia) passando per il 60% di Usa e Francia.

Ci sono Paesi come Giappone e Sud Corea, o anche Polonia per l’Europa, poco interessati al fenomeno della migrazione per cui le loro risposte non  costituiscono un test molto significativo, e Paesi come Russia da cui trapela estrema diffidenza, a causa del controllo asfissiante del Governo verso gli ingressi, per cui la massima preoccupazionee’ che dietro i migranti possano celarsi terroristi o destabilizzatori del sistema (87%). Ovviamente i cittadini russi, in larga maggioranza, sono convinti che l’emigrazione non faccia bene all’economia del loro Paese e che non lo renda piu’ interessante.

Il test rivela le sensazioni dei residenti di ogni singola nazione, che ovviamente si basa anche sull’emotivita’ del momento caotico che stanno vivendo l’Europa ed il mondo a causa dell’azione terroristica dell’Isis, per cui riproduce anche false interpretazioni, alimentate dai gruppi di pressione populisti e nazionalisti. In effetti non e’ vero che l’apertura ai migranti produce piu’ disoccupazione (la Gran Bretagna ne ha fatto un business), oppure che aumenti la criminalita’.

E’ anzitutto un problema di organizzazione dei flussi migratori, di distribuirli equamente e di stroncare sul nascere quei fenomeni speculativi che volessero lucrare illecitamente sul fenomeno.

 

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