Utopia e realtà. Teoria e pratica. Differenze abissali che, comunque vadano le cose, prima o poi vanno ad incrociarsi. Il loro incontro spesso è la fine di una luna di miele: quando l’utopia incontra la realtà, la prima smette ovviamente di essere tale, si dissolve perdendo la sua essenza. Si sgretola inesorabilmente.
L’utopia, ad esempio, di un MoVimento politico. Uno imponente, statistiche alla mano, il più votato d’Italia alle Elezioni politiche del 2013. Roba non da poco, certamente. La realtà del Movimento 5 Stelle che, dopo l’onore dei consensi elettorali, deve prendersi l’onere di governare e produrre risultati concreti. Lo chiedono i cittadini, forse anche coloro che non li hanno votati. I problemi sorgono quando ci si allontana dalla teoria e, per forza di cose, ci ha a che fare con la pratica. La pratica della prima città grillina d’Italia, Parma, dove utopicamente sarebbe dovuta cominciare la rivoluzione pentastellata. La rivoluzione gentile,quella felice; quella dai frutti maturi e rigogliosi. Parma, dove oggi il sindaco Pizzarotti e’ in rottura con i leader nazionali del Movimento e agli atti risulta sospeso. L’Utopia di Quarto, dove la sindaca Rosa Capuozzo e’ stata epurata, perché avrebbe vinto le elezioni amministrative con qualche voto di un Consigliere Comunale, tal Giovanni De Robbio, vicino alla camorra. O anche l’utopia di Bagheria, in Sicilia: qui la fascia tricolore grillina, Patrizio Cinque, avrebbe la casa all’interno di un’area non edificabile. Una costruzione abusiva, praticamente. Ma l’utopia, che ha scontrato, senza nessuna possibilità di frenata la realtà, e’ quella di Roma. Cinque dimissioni in un solo giorno: Capo Gabinetto, Assessore al Bilancio, Dirigenti di Ama e Atac, rispettivamente azienda di gestione rifiuti e di trasporti. Cinque, caduti dall’alone della utopia e precipitati nel baratro buio della realtà. In bilico sembra essere anche l’Assessore all’ambiente, Paola Muraro, la cui posizione in queste ore sembra poco chiara . Un avviso di garanzia non comunicato ai vertici del Movimento. Questa l’accusa che la investe direttamente dal mondo della utopia; ‘’non sapevo di essere indagata’’, questa la risposta dallo scranno della realtà. Meno utopia e più realtà, meno giustizialismo e più comprensione, meno teoria e più concretezza. Del resto siamo degli umili e forse reiteranti peccatori, tutti.
