HomeAvellino SportPagliuca saluta il tifo irpino: "Ancora non ci credo. Grazie a tutti"

Pagliuca saluta il tifo irpino: “Ancora non ci credo. Grazie a tutti”

“Paolo Pagliuca lavora con noi da sei anni. In questi sei anni si sono avvicendati allenatori e staff tecnici, ma lui è rimasto con noi e resterà con noi fin quando lo vorrà. Rappresenta la città e la società ed è diventato il mio uomo di fiducia”. Così Walter Taccone nel giorno della presentazione del Libro “Paolo 1 Linfoma 0” presso il Castello di San Barbato a Manocalzati.

Tutto ok, fino a pochi giorni fa. Poi l’esonero, abbastanza discutibile in queste fasi finali di campionato di Attilio Tesser e quello a dir poco clamoroso di Paolo Pagliuca. Scelta misteriosa, che ha destato non poco clamore tra il tifo biancovere. Era delegato al recupero degli infortunati, con un contratto fino a giugno. La decisione ha colpito tutti in particolar modo lo stesso interessato. Il perchè? Un mistero. Professionalmente non si discute, legato ai tifosi e viceversa. Il feeling con la società sembrava impeccabile, ma ciò che contraddistingueva Paolo era l’anima irpina, il dna avellinese, un vero e proprio simbolo per la Città di Avellino. Una decisione inaspettata, che dovrà essere, sicuramente, in qualche modo giustificata. Tantissimi i messaggi e gli attestati di stima ricevuti dal Prof, che ha voluto ringraziare tutti attraverso il suo profilo Facebook: “Ho aperto il pc da poco ed ho visto. In verità avevo il cellulare che mi vibrava continuamente, tanto da posarlo da parte immaginando fosse qualche amico che mi esprimeva la sua solidarietà a quanto avvenuto recentemente. Non avrei mai pensato di ricevere centinaia di attestazioni di stima ed affetto, articoli di stampa e ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni. Sono io a dover ringraziare; in primis chi mi ha dato l’opportunità di vivere esperienze uniche e di vestire la maglia della mia città, il Presidente Walter Taccone, che mi ha dato l’opportunità di conoscere tante persone e di crescere prima professionalmente e poi come persona, di calcare i campi dello stivale fino a vivere esperienze con i Campioni d’Italia, di apprezzare i campi polverosi fino a disputare campionati professionistici. Sono io a dover ringraziare la mia gente che mi ha rialzato e profuso la forza che ha determinato la mia rinascita. Sono io a ringraziare chi mi ha creato problemi, dispiaceri forti e grandi delusioni: ora sarà contento ma io sono più forte. Può darsi che fra qualche giorno, tra un mese o più, scriverò altre emozioni, sensazioni ed esperienze che ho vissuto e di cui voglio rendere partecipi tutti indistintamente, per trasmettere il valore ed il privilegio di indossare La maglia. Ora no. Ora sono troppo amareggiato e sono ancora a chiedermi il perchè. Grazie a tutti. Immensamente”.

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