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Gestione dell’acqua in Irpinia l’assise provinciale divisa

L’assise provinciale dopo una seduta a porte chiuse durata oltre sette ore ha espresso parere favorevole , ancorche’ non unanime, alla gestione interamente pubblica dell’acqua.I consiglieri Gianluca Festa (Davvero), Fenisia Mariconda (Alleanza Civica) e Domenico Palumbo (Udc) hanno espresso il loro assenso al carattere pubblico, invece i consiglieri Democratici (Lengua, Tuccia, Farina, Montanaro)  si sono mostrati propensi ad aperture ai privati.

In realta’ il referendum del 2011 ha sentenziatopreferenze per la gestione pubblica della risorsa idrica, ma tale carattere non e’ vincolante se le condizioni economiche e finanziarie consentono con la partecipazione dei privati situazioni piu’ vantaggiose per la collettivita’.

Le alternative su cui si discute sono due: con la gestione interamente pubblica i Comuni dovranno farsi carico da subito degli investimenti necessari al rifacimento delle condotte usurate e alla relativa manutenzione; investimenti che sarebbero immediatamente disponibili con la costituenda societa’mista pubblico-privata, Altocalore-Gesesa, disponendo la stessa di capitali freschi che andrebbero a gestire ed ammodernare il patrimonio idrico compreso nelle province di Irpinia e Sannio.

La cordata dei politici favorevoli al si incondizionato (Festa, Palumbo, Mariconda)ha dichiarato a fine sessione che il Consiglio Provinciale, non decidendo seduta stante, haperso un’occasione unica per dare una svolta positiva alla questione. Ma il Presidente Gambacorta ha concluso che saranno valutate tutte le opportunita’ offerte dalla legge regionale 15 del 2015, comprese quelle dell’art. 21 comma 6.

In alte parole, prioritariamente andra’ presa in considerazione l’opzione “solo pubblico” ma nel contempo andra’ verificata la fattibilita’economico-finanziaria; in caso di fumata nera si aprira’ alla societa’mista pubblico-privata. Il tutto andra’analizzato in tempi brevi per evitare che lagara diventi europea, il che aprirebbe la possibilta’ dell’ingressodi societa’multinazionali,con la conseguente perdita di identita’ di una risorsa peculiare del nostro territorio.

Dario Alvino

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