Home Territorio Avellino, raccolta differenziata ai minimi storici

Avellino, raccolta differenziata ai minimi storici

Avellino – Si era raggiunto un picco del 56% all’epoca della Giunta Galasso, ora la percentuale media di raccolta differenziata in citta’e’ scesa al 48% nell’anno 2015. L’assessore all’Ambiente Penna a questo proposito ha incontrato i responsabili di Irpiniambiente Nicola Boccalone (Presidente) e Felicio De Luca (direttore) con i quali ha tracciato un programma per riportare a livelli consoni la raccolta.Livelli che, stando ai regolamenti governativi, non devono scendere al di sotto del 65%. Oltretutto l’innalzamento di tale limite corrisponderebbe proporzionalmente ad una riduzione dei costi che si attestano ad €.190 per tonnellata di rifiuto indiffferenziato. Sulla base di tali esigenze si arrivera’ al rinnovo del contratto tra il Comune ed Irpiniambiente che sara’ inserito nel bilancio di previsione a fine primavera.

Il piano del Comune prevede l’implementazione della differenziata nella raccolta porta a porta in citta’. Invece per le periferie si fara’ ricorso ad “isole ecologiche”, cioe’ centri di raccolta di quartiere che potranno essere automatizzati, cioe’con il rilevamento del codice fiscale dalla tessera sanitaria.

Questa le buoneintenzioni. La realta’invece lascia alquanto a desiderare: se pensiamo che il Comune ai residenti del centro ha consegnato da almeno quattro anni i contenitori per il porta a porta,  e che sono relegati in cantina per mancato uso. Speriamo che la contemplazione prima o poi finisca…

E poi il servizio e’ tutt’altro che impeccabile: cassonetti stracolmi praticamente sempre, cio’e’dovuto ai passaggi di raccolta non puntuali;  scambio di contenitori per il deposito, ecio’e’ dovuto alla sciatteria dell’utenza. La citta’ continuaad essere sporca, la disinfestazione latita; se in altre zone d’Italia si smaltiscono le cicche di sigarette in apposite ceneriere, ad Avellino si continuano a lasciare in terra cartacce, chewin-gum e ad insozzare le strade con gli escrementi degli amici a quattro zampe, l’apposita paletta evidentemente ha un peso insopportabile…

Un capitolo a parte meriterebbero le scritte vandaliche che campeggiano su muri dei palazzi, soprattutto se nuovi e signorili. Scritte o disegni di vario genere, fissati con la facilita’ d’uso di uno spray ma piu’ indelebili di un tatuaggio, ”adornano” i vari edifici della citta’. Questa barbarie non e’ una novita’perche’in uso da decenni ed ha interessato tutte le citta’ del  mondo, ma abbiamo notato che, data la difficolta’di

 

rimozione, anche per l’ingente spesa, tali effigi restano praticamente in eterno. Sarebbe ora di punire tali “artisti”, mediocri e villani che, per inneggiare a qualcosa o qualcuno, con la loro subdola azione contribuiscono a insozzare la citta’. La legge c’e’, le telecamere pure, quasi in ogni angolo della citta’, la polizia e’ invitata a intervenire.

Anche perche’ ho la vaga impressione che fare appello al senso civico con tali individui non serva a granche’e che anzi al prossimo grafito le telecamere di sorveglianza potrebbero  filmare anche l’alzata di un dito medio. Perche’, ed e’ cronaca recente, la nostra citta’ si e’proposta alla ribalta nazionale anche per questo!

Dario Alvino