Avellino – Gli alloggi post-terremoto: una questione infinita! Sono passati ben 35 anni ma la questione degli alloggi, che dovevano essere un rimedio transitorio, sono diventati un’emergenza senza fine. I prefabbricati erano stati assegnati ai senzatetto per l’emergenza terremoto; dopo una quindicina di anni l’art.21 della legge 341 del ’95 dette facoltà agli assegnatari di riscattare quelle abitazioniper cui 200 nuclei familiari su 323 divennero proprietari degli alloggi; un centinaio rinunciarono all’opzione. Con il passar del tempo i prefabbricati, dal tetto in amianto e le pareti in cartongesso, si sono deteriorati; andrebbero riconvertiti con lavori di riqualificazione o ristrutturazione, come e ‘ avvenuto in alcuni lotti di Rione Parco e Quattrograne. Altri nuclei sono situati in via Nicolò di (alle spalle di via Morelli e Silvati), a Valle e Picarelli. Da una stima preventiva risulta che le migliorie in programma andrebbero a gravare sui legittimi proprietari per 50mila euro a nucleo abitativo. Ma non tutti i titolari sono d’accordoa tale esborso per mancanza di risorse economiche per cui ostacolerebbero lo sgombero delle abitazioni e l’inizio dei lavori.
Da precisare che tali nuclei abitativi sono occupati anche da abusivi che men che meno hanno interesse ad abbandonare le case perche’ diventerebbero senza tetto da subito. Il programma di edilizia residenziale pubblica, redatto nell’anno 2008, non e’ mai andato a regime, ma ha proceduto con finanziamenti a singhiozzo, vi sono stati inoltre intoppi procedurali nell’affidamento dei relativi appalti. Nel 2009 la Regione stanziò 7 milioni e mezzo di euro per lavori che la ditta Miam di Nocera Inferiore si aggiudicò con un ribasso del 45% (che appare esagerato!). Lavori che non sono mai partiti per mancata erogazione. Nell’agosto di quest’anno sono stati erogati 650mila euro per avvio di altri lavori e a breve dovrebbe essere dato il nulla osta per lo sblocco di 1.200.000 euro per l’ultimazione di due dei quattro edifici, con la realizzazione di 32 dei 64 alloggi previsti.
Si levano intanto lamenti e vibrate proteste dai quartieri di Picarelli e via Penta ove a causa dell’incuria e dell’usura del tempo gli alloggipare che siano abitati dai topi oltre che dagli uomini. Nei suddetti tuguri vivono 35 famiglie (114 persone) che soffrono il freddo e l’umido d’inverno ed un caldo insopportabile d’estate.
E come accade spesso tra queste, vi sono famiglie davvero bisognose che per la condizione di poverta’ non possono essere cacciate vai ed abusivi che pur non avendo alcun diritto subaffittano tali abitazioni oppure le trasformano in ricoveri per animali (cani, gatti, ecc,) sostituendosi senza alcun titolo al ruolo dall’ASL.
Dario Alvino
