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Italicum, arriva la fiducia: Caos ed insulti in aula

Il governo pone la fiducia sull’Italicum e scoppia la protesta dell’opposizione nell’Aula della Camera. Dal Movimento 5 stelle urlano «Fascisti!». Maurizio Bianconi di Fi grida «Vergogna!» ed è richiamato all’ordine dalla presidente di Montecitorio Laura Boldrini che fatica non poco a mantenere l’ordine. Il ministro delle riforme Maria Laura Boschi non si lascia intimidire dalle urla e dai fischi e completa velocemente la pronuncia della «formula» della fiducia e poi si siede.

Alla Camera si voterà mercoledì pomeriggio la prima delle tre questioni di fiducia poste dall’esecutivo sulla riforma. Le altre due passeranno all’esame di Montecitorio giovedì, come si apprende dalla conferenza dei capigruppo.

Brunetta: “Renzi è un Fascista” – “Non consentiremo il fascismo renziano. lo impediremo in ogni modo, dentro e fuori da questa Aula. Non permetteremo che il parlamento venga ridotto a un bivacco di manipoli renziani”. Lo ha urlato durante il dibattito parlamentare il capogruppo di Fi, Renato Brunetta, dopo la conferma della fiducia sull’Italicum.

Sel lancia crisantemi – Lancio di crisantemi gialli da parte dei deputati di Sel in Aula alla Camera. “E’ il funerale della democrazia”, ha detto il capogruppo Arturo Scotto dopo la richiesta della fiducia sull’Italicum.

M5S, Grillo: “Scempio, e il Colle tace” – “Scempio fiducia Italicum: nessun segnale da Mattarella. Dopo moniti di Napolitano, l’estrema unzione silenziosa del Quirinale. Eia eia alalà”. E’ quanto ha scritto su twitter il leader del M5S, Beppe Grillo, per contestare la decisione del governo di porre la fiducia. “Siamo davanti alla ennesima presa in giro. Il governo se ne frega della sua maggioranza. Se la gente sapesse quello che qui dentro state facendo vi prenderebbe a pedate”, ha detto Fabiana Dadone dell’M5S. “Il vostro è un atteggiamento da miserabili”, ha aggiunto rivolgendosi alla maggioranza.

Salvini: “Renzi ha paura” – “La decisione della fiducia sulla legge elettorale è il segno che Renzi ha una paura folle. Non è audacia la sua ma il ruggito del coniglio, di uno che si accorge che sta perdendo consensi. I conti con lui li facciamo democraticamente il 31 maggio nelle urne elettorali”. Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.

Bersani: contrario a porre la fiducia – “Non avevo dubbi che avrebbero messo la fiducia. Qui il governo non c’entra niente, è in gioco una cosuccia che si chiama democrazia”. Lo ha detto l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, prima di annunciare il suo no alla fiducia: “Ho votato 17 volte la fiducia al governo, più di una al mese. Sono pronto a votare per altre 17 volte su atti di governo. Sulla democrazia non si mette la fiducia, per questo non la voterò”.

La minoranza conferma il no – “Fiducia sull’Italicum: non la voterò”. Così Pippo Civati su Twitter. “Una scelta forzata, non giustificata da nessun elemento, nè numerico, nè politico”. Sempre su Twitter anche Fassina annuncia il suo no: “La fiducia sulla legge elettorale è inaccettabile. Mina alle fondamenta la democrazia. Tradisce i valori costitutivi del Pd. Non si può votare”. Anche l’ex capogruppo alla Camera del Pd Speranza non voterà per Renzi: “Considero un errore gravissimo porre la fiducia sulla legge elettorale. Senza ostruzionismo e dopo un voto rassicurante sulle pregiudiziali. Ne ho votate tantissime in questi anni e ne continuerò a votare nei prossimi mesi. Ma questa volta no”. Infine, anche Enrico Letta dice che non voterà la fiducia.

Renzi: “Se volete potete mandarmi a casa” – “Dopo anni di rinvii noi ci prendiamo le nostre responsabilità in Parlamento e davanti al Paese. Senza paura”. Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter dopo che il governo ha posto la fiducia sull’Italicum alla Camera. In un secondo tweet, il presidente del Consiglio ha aggiunto: “La Camera ha il diritto di mandarmi a casa, se vuole: la fiducia serve a questo. Finché sto qui, provo a cambiare l’Italia”.

Bocciate le pregiudiziali – Nel primo pomeriggio la Camera aveva respinto, a voto segreto, le questioni pregiudiziali di costituzionalità all’Italicum con una ampia maggioranza e ciò aveva fatto pensare a molti che il ricorso alla fiducia fosse superato. La votazione favorevole al governo era finita infatti 384 a 209. Bocciate, con 385 no e 208 sì, anche le questioni pregiudiziali di merito. Bocciata anche la questione sospensiva.In mattinata Montecitorio aveva già respinto le questioni pregiudiziali di costituzionalità al decreto legge sull’Election day presentate dalla Lega e da FI.

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