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Voci inascoltate di Donne-Bambine

Vent’enni, solo vent’enni o poco più , donne che hanno vissuto l’inferno e che continuano a viverlo, pagando le conseguenze dell’atroce violenza subita dentro e fuori le loro case. Nasia, Rasmall sono solo due vittime delle ripetute atrocità subite dai soldati a Tabit , villaggio di settemila anime nella regione Dafur, in Sudan. Sette mesi fa uno stupro di gruppo, durato 36 ore, 220 ragazze torturate dai militari, un massacro al corpo e all’anima inaudito che non può lasciarci indifferenti,  voci di donne che ricordano l’esistenza di crimini contro l’umanità impuniti, genocidi che continuano a dilagare, in questo caso teatro dei massacri il  Dafur, regione sviscerata da circa dieci anni di guerra civile. Voci di donne, come quelle delle spose bambine, dell’infanzia abusata nei matrimoni forzati. Una piaga,  descritta dall’ ONU,  che stima   60 milioni di vittime nel mondo, nemmeno l’italia è fuori, semplicemente non esistono statistiche dettagliate e legislazioni precise, solo nel nostro paese si parla si 2000 matrimoni forzati  ogni anno. Intanto però come spesso accade, le cose buone che si fanno non sempre hanno un seguito, lo dimostra la chiusura dell’unico progetto nato in Italia per contrastare il fenomeno delle spose bambine, un progetto dell’ Emilia Romagna, sorto  grazie ad una onlus nel 1997 che ha creato una casa d’accoglienza pronta per proteggere le vittime bambine, un lavoro difficile, iniziato nel 2009 e terminato qualche mese fa per carenza di fondi regionali, unico progetto, unica possibilità di salvezza,  i soldi però mancano. Certo, rispetto ad altre forme di violenza sulle donne  questa sembrerebbe quella meno atroce, ma non lo è,  non lo è assolutamente  perchè il destino segnato, combinato e non-voluto sin dalla nascita è forse il peggiore dei crimini che un genitore possa compiere, violando il diritto di istruirsi , di crescere giocando, di possedere libertà ed anima oltre ad un corpo schiavizzato. In tutto il mondo i diritti delle donne vengono negati ma l’orrore di un corpo di bambina mercificato e  venduto è il più grande degli orrori, chiediamo e auspichiamo che questo crimine possa essere considerato per il valore che possiede, chiediamo  il contrasto dei matrimoni forzati, chiediamo che venga inserito nel Piano Nazionale antiviolenza.

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