Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, spesso si lascia andare con le parole. Celebri le sue comparsate televisive nelle quali attacca sia gli avversari politici che compagni di partito. De Luca sembra sia diventato un personaggio, noto ai più, anche per questo, a volte discutibile il suo modo di fare. Abuso del lessico, potrebbe essere questo quello di cui a volte si macchia l’ex Sindaco di Salerno. In queste ore un nuovo episodio che vede coinvolto in prima persona il Presidente campano. Ancora quel verbo, «uccidere». Stavolta speso contro Rosy Bindi, un mesetto fa usato col Direttorio 5 Stelle, il trio Di Maio, Di Battista e Fico. De Luca ancora in tv, stavolta nel corso della trasmissione televisiva Matrix, ha asserito «Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da “ucciderla”. Ci abbiamo rimesso l’1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza politica. E non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi». Si chiude così il servizio andato in onda mercoledì nella trasmissione di Canale 5. Il riferimento e’ il periodo delle elezioni regionali del 2015 . Proprio in quel caso infatti, De Luca fu inserito nella lista dei cosiddetti ‘’impresentabili’’ stilata dalla Commissione Antimafia. Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi : «Le parole del governatore De Luca sono totalmente inaccettabili, solidarietà piena a Rosy Bindi». Insomma un fulmine a ciel sereno in un periodo intenso di campagna elettorale in vista del Referendum Costituzionale del 4 Dicembre. De Luca però e’ così, un uomo di partito allo stesso tempo indipendente nell’agire e nel pensare. Del resto anche il Presidente del Consiglio non lo avrebbe voluto certamente a capo della coalizione di centrosinistra che ha portato De Luca alla guida della Regione Campania. Forse Matteo stavolta c’aveva visto lungo.