Il caso morale negli Usa – Una questione oltremodo delicata sta da qualche ore investendo l’america, una battaglia tra la morale ed il diritto.
Siamo in California, Melissa Cook è una 47enne che porta in grembo 3 gemelli i cui gameti sono di un 50enne della Georgia mentre gli ovuli arrivano da una donatrice. Il padre intenzionale avrebbe richiesto alla madre surrogata Melissa la riduzione selettiva di uno dei tre feti attecchiti dunque provocandone l’aborto, ma la donna si sarebbe rifiutata denunciando l’uomo.
“SONO UNA MADRE PRO LIFE E NON VOGLIO ABORTIRE, STANNO ANDANDO BENE TUTTI E 3”
Nell’utero della donna sono stati impiantati tre embrioni, tutti hanno attecchito e procedono senza problema il loro percorso,giunti ormai alla 23esima settimana, ma, secondo l’avvocato del futuro padre , sarebbero stati gli stessi medici a spiegare che portare avanti una gravidanza del genere avrebbe potuto recare dei danni sia ai bambini che alla “madre” stessa, ecco quindi che la soluzione dell’eliminazione di un feto avrebbe ridotto notevolmente tale rischio.
Secondo Melissa Cook invece le motivazioni sarebbero altre, come ad esempio non volersi prendere la responsabilità di allevare più di un figlio. La stessa donna motiva la sua decisione asserendo di essere una madre pro life, contro l’aborto, dunque decisa a portare a termine la gravidanza, chiedendo inoltre al giudice di poter ottenere diritti parentali sui bambini.
Insomma una questione molto delicata che nelle ultime ore sta facendo il giro del mondo. Il caso ha aperto un’acceso dibattito soprattutto negli Usa dove in alcuni stati ci sono delle leggi che permettono la stipulazione di contratti dove donne in cambio di denaro s’impegnano a portare avanti gravidanze, anche con eventuali richieste di aborto da parte del o dei genitori richiedenti. Dunque la domanda è può una donna che affitta il suo utero rifiutarsi di abortire quando questo le sia richiesto dai genitori intenzionali e ci siano rischi per la salute di madre e bambino.?
Per il Center for Bioethics and Culture Network la causa di Cook rappresenta un ‘caso epocale’. “Le donne in tutta America sono state intimidite e sfruttate dall’industria per la maternità surrogata che va a caccia dei poveri per profitto – sostiene Jennifer Lahl, presidente del centro – E ora quest’industria si è spinta troppo in là cercando di obbligare le donne ad abortire feti sani per un mero beneficio economico”.