Unione Europea, Juncker : << La Brexit sarà un dramma>>

KNUTSFORD, UNITED KINGDOM - MARCH 17: In this photo illustration, the European Union and the Union flag sit together on bunting on March 17, 2016 in Knutsford, United Kingdom. The United Kingdom will hold a referendum on June 23, 2016 to decide whether or not to remain a member of the European Union (EU), an economic and political partnership involving 28 European countries which allows members to trade together in a single market and free movement across its borders for citizens. (Photo by illustration by Christopher Furlong/Getty Images)

BRUXELLES – Il 29 marzo, si sta avvicinando, data questa che segna per la Gran Bretagna la consegna a Bruxelles del documento che dà l’avvio alla Brexit, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sarà «triste» perché l’uscita di Londra dall’Ue «è una tragedia, un fallimento e una tragedia». Lo stesso Juncker lo ha detto alla Bbc in una lunga intervista che andrà in onda oggi. L’emittente ne ha anticipato alcuni brevi stralci.

Parlando dell’assenza della premier britannica Theresa May alle celebrazioni, domani a Roma, per il 60.mo anniversario dei Trattati Ue, Juncker ha detto «naturalmente ci mancherà», aggiungendo: «Non sono affatto ostile nei confronti della Gran Bretagna. Fa parte dell’Europa, e spero in una relazione amichevole con il Regno Unito nei prossimi decenni».

Nell’intervista Juncker conferma che la Gran Bretagna dovrà pagare il conto degli impegni presi in precedenza, ma non ha voluto quantificarli, precisando che la somma dovrà essere «calcolata scientificamente». Fonti della Commissione hanno parlato di una fattura di circa 63 miliardi di euro.

“Non potete pretendere che non avete mai fatto parte dell’Unione – spiega il presidente della Commissione rivolgendosi ai britannici -. Il governo britannico e il parlamento hanno preso una serie di impegni e devono essere onorati. Ma non si tratta di una punizione o di sanzioni contro il Regno Unito”.

Juncker si è inoltre impegnato a difendere i diritti degli europei in Gran bretagna e dei britannici in Europa continentale dopo la Brexit, che non dovranno essere espulsi o perdere il posto di lavoro