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Tumori, scoperto come il cancro altera il metabolismo di altri organi a proprio vantaggio

La medicina anno dopo anno è riuscita a compiere dei veri miracoli, basti pensare come a ridosso degli anni 90, la diagnosi di un cancro significava la morte praticamente certa, anche nelle neoplasie più diffuse come il tumore alla prostata e al seno, le aspettative di vita erano ridotte al lumicino, per non parlare dei tumori più gravi, a fatica si raggiungevano i 6-9 mesi di sopravvivenza, con una qualità della stessa pessima. Oggi fortunatamente le cose sono cambiate, in Italia ad esempio 7 malati su 10 riescono a guarire, sopratutto dei tumori più comuni , come quello al seno o alla prostata, mentre nei casi più gravi l’aspettativa di vita, cosi come la qualità sono migliorate. Il Cancro ha infinite risorse, riesce ad aggredire la zona colpita in diverse maniere e paradossalmente nella maggior parte dei casi a provocare la morte non è la massa tumorale ma i danni che la stessa provoca all’organismo.
Un team di scienziati della University of California, guidati dall’italiano Paolo Sassone-Corsi, ha scoperto un ulteriore punto a favore di una delle peggiori patologie conosciute al mondo, ovvero come il cancro, una volta insidiatasi in un organo, tessuto o muscolo, riesca ad influenzare a proprio vantaggio gli altri organi, anche se distanti dalla massa tumorale. Come ci riesce? Secondo i ricercatori, alterandone le funzioni metaboliche, ed in modo subdolo, costringendo il secondo organo “interessato” a fornirgli nutrimento per le proprie cellule cancerogene. Dallo studio è emerso come le cellule tumorali riescano ad inibire i ritmi circadiani dell’organo-bersaglio, scatenando una pesante infiammazione che va a bloccare e condizionare il modo in cui gli organi producono e utilizzano grassi e glucosio per il nutrimento dell’organismo. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cell, viene illustrato come l’adenocarcinoma ai polmoni riesca a condizionare in maniera efficacia e a proprio vantaggio i meccanismi dell’orologio interno dell’organo-bersaglio presenti nel fegato, inducendolo a nutrire le proprie cellule tumorali.

Tumori prendono controllo del ritmo circadiano

“Da un primo accurato riscontro, pare che il tumore presente nel polmone riesca a prendere il controllo e la “gestione totale” del ritmo circadiano della funzione metabolica nel fegato per soddisfare le accresciute richieste alimentari delle cellule tumorali – spiegano i ricercatori – Crediamo che questo influenzamento a distanza del cancro sui tessuti metabolici non si verifichi solo nel fegato”.

“Un tumore, localizzato in un organo, è responsabile della riprogrammazione metabolica di altri organi, tra cui il fegato. E’ la prima volta che viene messo in rilievo questo effetto ‘a distanza’ di un tumore – spiega Paolo Sassone-Corsi  – . Credo davvero che questo studio cambierà le strategie di lotta ai tumori perché fa capire come il cancro influenzi il metabolismo di tutto il corpo. La scoperta è di grande rilevanza per tutti”.

Come spiega Sassoni-Corsi, molto spesso i malati di tumore non muoiono a causa della massa tumorale formatasi, ma per le complicazioni e le correlazioni che lo stesso genera. Dunque,in futuro i pazienti potrebbero essere trattati in modo differente, prendendo in considerazione i cambiamenti che lo stesso tumore impone agli altri organi. “Il nostro studio individua come il tumore ai polmoni alteri a distanza il metabolismo del fegato attraverso i ritmi circadiani, riprogrammandone il metabolismo. Conoscendo questi meccanismi molecolari accumuleremo informazioni essenziali per i medici quando devono pianificare la chemioterapia e altri tipi di trattamenti farmacologici“.

I Numeri Italiani, colpiti più gli uomini che le donne

Quanto al nostro Paese, secondo ‘I numeri del cancro in Italia 2015’, il censimento ufficiale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum), diminuisce il numero degli uomini colpiti, con 194.400 nuove diagnosi stimate nel 2015, mentre cresce quello delle donne, che tocca quota 169.000.Tra le nuove diagnosi, la neoplasia più frequente è quella del colon-retto (52.000), seguita da seno (48.000), polmone (41.000), prostata (35.000) e vescica (26.000).

 


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