Home Salute Toccarsi i testicoli per prevenire il tumore: parte la campagna “tocchiamoci”

Toccarsi i testicoli per prevenire il tumore: parte la campagna “tocchiamoci”

Con la campagna #Tocchiamoci la Fondazione Umberto Veronesi punta a educare i giovani alla diagnosi precoce. Il tumore del testicolo è il più diffuso tra gli uomini con meno di 50 anni

La gestualità italiana, anche quella più popolare e meno elegante, talvolta può venire in aiuto della salute. Lo illustra la nuova campagna (www.tocchiamoci.it) di educazione alla diagnosi precoce del tumore al testicolo, lanciata dalla Fondazione Umberto Veronesi.

Il tumore del testicolo rappresenta l’1,5 per cento di tutte le neoplasie dell’uomo ed è la più frequente nei maschi di età compresa tra i 15 e i 40 anni. In Italia è la neoplasia maligna più frequente, con un tasso di incidenza dell’11 per cento nei maschi con meno di 50 anni. Nonostante, nella maggior parte dei casi, possa essere diagnosticato tempestivamente attraverso la semplice autopalpazione, ogni anno nei Paesi occidentali si registrano fino a dieci nuovi casi ogni centomila abitanti, con un aumento dell’incidenza negli ultimi 30 anni.

Questo sensibile aumento è dovuto alla scarsa attenzione maschile verso la prevenzione, a cui negli ultimi anni si è aggiunta l’aggravante della mancata visita di leva, che ha sottratto i giovani alla diagnosi precoce delle patologie del distretto urogenitale e alla sottovalutazione di problematiche spesso insorte già da bambini. Oggi il tumore al testicolo offre ottime opportunità di cura: se diagnosticato e trattato precocemente il tasso di guarigione è intorno al 96 per cento. Fare prevenzione diventa quindi fondamentale per una diagnosi precoce di questa malattia, che è molto diffusa soprattutto tra i giovani.

Come convincerli a non ignorare il problema e a imparare ad auto-esaminarsi? Fedele alla sua mission di educazione all’importanza della prevenzione, la Fondazione Umberto Veronesi, in collaborazione con l’agenzia McCann Worldgroup, ha  pensato quindi di rivolgere un invito a tutti gli uomini italiani, facendo leva sulla gestualità legata alla superstizione, di cui l’Italia è patria; e uno dei gesti scaramantici più diffusi consiste proprio nel toccarsi i genitali: una fortunata coincidenza che andava assolutamente sfruttata.