HomeTerritorioMontoro: Auguri Campione, Agostino Cardamone compie 50 anni (VIDEO)

Montoro: Auguri Campione, Agostino Cardamone compie 50 anni (VIDEO)

Il Martello di Montoro compie 50 anni. Agostino Cardamone, indimenticato campione di Boxe nato a Montoro Inferiore, compie mezzo secolo. La gloriosa carriera professionistica inizia nel 1989, quando batte 15 avversari prima di avere la chance per il titolo tricolore detenuto da Silvio Branco. Branco superava in altezza Cardamone e faceva dell’allungo un’arma molto difficile da superare, ma nel 1992 sul ring di Civitavecchia, Cardamone riuscì nell’impresa. Dopo un bel match generosissimo, strappò la corona al più blasonato avversario, laureandosi nuovo campione Italiano dei pesi medi. Il primo dei tre incontri vinti contro Branco che resteranno per sempre nella storia della boxe Italiana. cintura boxeDopo la bruciante sconfitta con Julian Jackson, il 29 giugno del ‘96 fino al 20 dicembre del ‘97, Cardamone mise KO 5 collaudatori per preparare la rivincita con Zaitsev, ebbene, il 24 aprile del 1998 sul ring campano di Serino, Cardamone ebbe la sua rivincita sconfiggendo il russo in modo netto sulle 12 riprese. Dopo il titolo europeo, Cardamone si concentrò di nuovo su Silvio Branco, poichè c‘era in palio la nuova sigla mondiale WBU dei medi. Il match si svolse il 18 dicembre 1998. Branco stava vincendo riprese su riprese. Quando ormai per il pugile di Montoro la sconfitta sembrava certa, alla decima ripresa accadde l’incredibile, con Cardamone che con un potentissimo sinistro centrò Branco sulla tempia e lo mise al tappeto. Cardamone vinse ma fece a lungo parlare della sua reazione: nell’occasione, anzicchè festeggiare, si avvicinò a Branco, lo soccorse e quando riuscì ad alzarsi lo applause, lo abbracciò e gli promise la rivincita. Una scena bellissima che in molti ricorderanno. Cardamone fu fregiato del premio “Fair Play“ e dichiarò subito dopo il successo: “Quando ho visto Branco cadere per il mio colpo ho avuto una grande paura. Se fosse successo un guaio non so come avrei reagito. Non mi sarei potuto dare pace. Branco per me e’ solo un avversario, e non un nemico. Sono ancora scosso“. Anche lo stesso Branco rese onore al bel gesto del rivale: “Sapevo che Cardamone era una persona molto umana“.

Per la cronaca Cardamone sconfisse di nuovo Branco ai punti il 27 marzo 1999 a Civitavecchia, ma in quel terzo match non ci fu una furente battaglia come nelle prime 2 sfide. Al pugile campano bastò poco per mantenere la corona WBU dei medi. Comunque l’età ed il logorio avanzano inesorabili per qualsiasi atleta, Cardamone era atteso dallo sfidante ufficiale, ovvero il colored olandese Raymond Joval. Il campione faticò a fare il peso, il 26 giugno sul ring di Benevento, affrontò il più giovane e veloce Joval. L’epilogo di una bellissima carriera fu in quel match. Cardamone, ormai 34enne abbandonò alla nona ripresa, Joval gli sfilò la corona e Agostino decise di appendere i guantoni al chiodo.

33 vittorie (13 prima del limite) e 3 sole sconfitte. Il Martello di Montoro ha rappresentato per molti anni un simbolo delle boxe italiana. Oggi si dedica all’attività di Maestro presso l’Accademia Pugilistica Cardamone che ha sede nel Comune di San Michele di Serino, avvalendosi di collaboratori validi, fidati e titolati. L’Accademia è frequentata da bambini, donne e uomini, perché la boxe è prima di tutto “disciplina”. Cardamone, inoltre, segue i pugili curando molto anche l’aspetto atletico.

Al nostro grande campione vanno gli auguri della nostra Redazione e di tutta la Comunità.

Di seguito il buon compleanno del Sindaco di Montoro, Mario Bianchino.

 


 

Brindisi, 18 dicembre ’98

Come un colpo d’ascia su un tronco bagnato.
Un suono lontano, terribile che chiama il buio: un uomo, solo con l’urlo della folla, si scompone e crolla al tappeto: si chiama Silvio Branco, ha pochi secondi per rialzarsi e trattenere la corona mondiale dei pesi medi.
Ma per alcuni interminabili minuti Branco non vede ne’ sente nulla: non le dita dell’arbitro, non le mani che lo toccano, lo soccorrono, per cercare di capire cosa sia successo.
Ed e’ un dubbio che cresce anche in Agostino Cardamone: fino al gancio sinistro, quel flash micidiale che si e’ stampato sul volto di Branco, sembrava destinato alla sconfitta. Poi l’invenzione, ma la gioia, viene subito soffocata.
Scansa tutti Cardamone, soprattutto quelli che vorrebbero sollevarlo, applaudirlo, fargli festa. Due passi ed e’ li’, accanto a Branco: e quel guantone si trasforma in una carezza, in un’esortazione a sollevarsi, quasi a dimenticare tutto.
Poi, l’abbraccio e la promessa di una rivincita. E tutti intorno ad acclamare, a spingere, a urlare.
Ma per Branco e Cardamone, non c’era nessuno. Perche’ nessuno e’ piu’ solo di un pugile.

“Quando ho visto Branco cadere per il mio colpo- ha poi detto Cardamone – ho avuto una grande paura. Se fosse successo un guaio non so come avrei reagito. Non mi sarei potuto dare pace. Branco per me e’ solo un avversario, e non un nemico. Sono ancora scosso”. Quando Branco si e’ rialzato Cardamone lo ha applaudito a lungo, con aria sollevata. Commento di Branco: “Sapevo che Cardamone era una persona molto umana”.

 

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