Storia del servizio sociale, René Sand: “Il social work strumento dell’uguaglianza”

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René Sand ha contribuito alla storia della professione sociale attraverso un confronto internazionale, partendo dalla  connessione tra globale e locale,un tema di spiccata attualità in una realtà  da una parte sempre più globalizzata e dall’altra  resa sempre fragile  dalle incertezze esistenziali e materiali e dalle ‘invasioni’  degli uni negli spazi degli altri; un mondo nel quale valorizzare la diversità e saperla trattare diventa un dovere etico;

un mondo nel quale il servizio sociale ha il dovere di tenere insieme livelli differenti: globale e locale, politico e deontologico, dilemmi morali ed etica.

Guardare  fuori da noi, oltre i confini professionali e nazionali, è necessario per affrontare con consapevolezza sfide sempre più  difficili  pur se attraenti. In questa cornice, René Sand è  un prezioso esempio di innovazione, per il suo  sguardo aperto e attento a cogliere i cambiamenti sociali.

Sand fondò la medicina sociale in Belgio, fu promotore del servizio sociale e  uno dei più importanti promotori del servizio sociale internazionale, della cooperazione, del dialogo professionale e tra le professioni.

Lui stesso è un esempio di integrazione: medico che si interessa ai temi sociali, che valorizza e fa crescere una professione come il servizio sociale in stretto dialogo con la medicina, senza antagonismi. Il suo contributo fu fondamentale all’emergere del servizio sociale nell’Europa degli  anni ’20.

Il pensiero di Sand

René Sand credeva nell’uguaglianza di tutti gli uomini, nella democrazia e nella giustizia a tutti I livelli: nazionale ed internazionale. Sentiva che il social work, con i suoi valori, poteva essere uno strumento essenziale per il processo di sviluppo del principio dell’uguaglianza.

Sand, come le “insigni colleghe” d’oltre oceano, riteneva che il servizio sociale dovesse essere analizzato su basi scientifiche al fine di sviluppare metodi e tecniche che negli Stati Uniti erano già in uso attraverso il casework e i metodi del community work nei Settlement.

Dopo essere entrato in contatto con il mondo delle Charity Organizations, Sand fonda nel 1919 in Belgio la prima scuola per la formazione degli assistenti sociali (l’Ecole Centrale d’Application de Service Sociale). La sua reputazione come esperto di lavoro sociale sia in ambito nazionale che internazionale gli vale l’invito di Julia Lathorp, direttrice del Children’s Bureau di Washington, nel 1919 per partecipare alla conferenza nazionale degli assistenti sociali. Alla stessa conferenza fu invitata anche Alice Salomon che fu con Sand una delle più importanti promotrici dello sviluppo del sapere del servizio sociale a livello internazionale. Sand entrò quindi in contatto con l’esperienza maturata dalle Conferenze degli Assistenti Sociali negli Stati Uniti – ancora oggi l’Associazione Nazionale degli Assistenti Sociali Americana (NASW) organizza annualmente conferenze molto interessanti e di respiro internazionale seppur con uno sguardo sugli Stati Uniti.

Gradualmente, Sand mise in pratica l’idea di sviluppare un network internazionale attraverso conferenze mondiali. Chiese l’aiuto e il sostegno della Larthorp per supportare il suo progetto di internazionalizzazione e lo presentò alla 50° Conferenza Annuale degli Assistenti Sociali Americani. Trovò larga approvazione e fondi per realizzare la sua idea di una conferenza svincolata dai Governi locali e che potesse sopravvivere con fondi autonomi.  Nel 1928 ebbe luogo la Prima Conferenza Internazionale di Servizio Sociale a Parigi: René Sand fu il Segretario Generale, mentre un altro importante personaggio del servizio sociale, Alice Masarykova, fu nominata Presidente.

Nel suo testo “ I giganti del servizio sociale” (2006) Bruno Bortoli  sostiene che l’importanza di René Sand risiede nella sua posizione centrale di mediatore, promotore e coordinatore del lavoro sociale a livello internazionale nel periodo fra le due grandi guerre.

Sand riteneva che l’organizzazione razionale della produzione dovesse appoggiarsi sulle scienze mediche, pedagogiche e sociali. Fu in grado di integrare diverse discipline e di creare consenso intorno ad una nuova professione che si stava affrancando dalle altre e che stava cercando una sua autonomia pur nella condivisione con le altre professioni.   La Conferenza di Parigi fu chiamata “Quindicina Sociale” per la sua  durata di due settimane, nelle quali  si tennero il Congresso Internazionale per la Protezione dell’Infanzia, il Congresso Internazionale per l’Abitazione e l’Organizzazione Urbana, il Congresso Internazionale d’Assistenza Pubblica e Privata, la Conferenza Internazionale di Servizio Sociale. Non è difficile intuire che la “Quindicina Sociale “ fu  un’occasione e un  modo per coinvolgere  e far interagire fra loro  un gran numero di persone interessate ai temi social). ). I partecipanti alla Conferenza furono quasi 2.500, provenienti da 42 Stati; la delegazione italiana presieduta da Corrado Gini, direttore dell’ISTAT, era presente con 65 partecipanti tra i quali   il sociologo Alfredo  Niceforo, Luigi Devoto  e  le prime due assistenti sociali italiane, Paolina Tarugi e Virginia Delmati.

Nello statuto della Conferenza Sand precisava che la stessa non aveva alcun carattere governativo, politico e religioso e che il suo scopo era quello di ‘facilitare l’istituzione di relazioni personali, di contribuire alla diffusione di informazioni, di permettere gli scambi di opinioni tra gli operatori sociali e gli organismi del servizio sociale del mondo intero’ (Première Conférence International du Service Social, 1929, Atti pag.25

Il successo straordinario per l’epoca – pensiamo solo alle difficoltà di viaggiare per lunghe distanze e agli investimenti richiesti per inviare le delegazioni – e l’eco della Conferenza consentirono la continuazione dell’esperienza: si tennero altre due Conferenze Internazionali (1932 a Francoforte e 1936 a Londra) mentre la quarta Conferenza che si sarebbe dovuta svolgere a Praga fu cancellata a causa dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Già alla Conferenza di Londra era presente una delegazione del Partito Nazista al quale Sand rivolse  un duro attacco sostenendo che le politiche attivate in Germania non avevano nulla a che fare con lo spirito e i principi del servizio sociale.

Sand fu arrestato nel 1944 dalla Gestapo e liberato nel 1945 dagli Alleati. Né la guerra né le vicissitudini personali gli fecero però perdere l’entusiasmo per l’impegno di internazionalizzazione del sapere e subito dopo la fine del conflitto si attivò per riorganizzare il movimento che aveva portato alle Conferenze precedenti. Un primo appuntamento si tenne nel 1946 a Bruxelles e poi nel 1947 in Olanda. La svolta fu il connettere con maggior enfasi rispetto al passato Europa e Nord America: la quarta Conferenza Internazionale si tenne nel 1948 ad Atlantic City in combinazione con il 75° anniversario della Associazione Nazionale degli Assistenti Sociali (NASW). Il focus centrale della Conferenza fu posto sulle attività internazionali del servizio sociale.

Comitato delle Scuole di Servizio Sociale (ICSSW)

Sand diede anche nuova vita al Comitato delle Scuole di Servizio Sociale (ICSSW) attivato dopo la Conferenza del 1928 da Alice Salomon, la quale aveva dovuto abbandonarne le attività a seguito del suo esilio negli Stati Uniti, ove  si trasferì nel 1937 per evitare le persecuzioni naziste.      Questo Comitato è ancora oggi molto attivo a livello internazionale con il nome di International Association of School of Social Work (IASSW). Sand ne fu il secondo presidente, dopo la Salomon, e stette in carica fino alla sua morte nel 1953.

  Sand comprese che in quegli anni era sopravvenuto un cambiamento di ‘potere’ nell’ambito del servizio sociale e che gli Stati Uniti erano in quel momento il fulcro dell’effervescenza intellettuale e accademica, mentre ’Europa stava ricostruendo una propria identità ed era materialmente impegnata a riorganizzare la propria esistenza. Il quartier generale dell ICSSW si spostò quindi a New York.