Servizio Sociale, l’abuso sessuale sui minori. Trasformare in parola il disagio sessuale

Sezione Sociale – L’abuso sessuale sui minori. Trasformare in parola il disagio subito. Il maltrattamento all’infanzia è costituito da tutte le forme di maltrattamento fisico, emozionale, abuso sessuale, trascuratezza che ha come conseguenza un danno reale o potenziale alla salute del bambino, alla sopravvivenza, e allo sviluppo delle sue capacità interpersonali in relazioni di fiducia e potere, compromettendone lo sviluppo psicologico, sociale e cognitivo.

Perché l’abuso all’infanzia va stigmatizzato

L’abuso sui minori ha radici antiche, è una violenza sessuale ai danni dei minori. E’ la manifestazione di appropriazione sessuale che non ha ne limiti né buon senso. Nell’occidente industrializzato si è registrato sul piano culturale, istituzionale e giuridico un crescente riconoscimento dei diritti dei minori che per alcuni versi ha ridotto le dimensioni quantitative dell’abuso nei confronti dell’infanzia. La crisi valoriale e morale hanno indotto una costante adultizzazione del bambino e della valorizzazione dell’estetica della loro immagine.

La generazione adulta ha bisogno, di una cultura della prevenzione e del rispetto dell’infanzia. La mancata mentalizzazione dell’abuso risparmia agli operatori in ambito educativo il rischio di dovere affrontare una qualche comunicazione e verbale dell’argomento sessuale con i bambini e con i ragazzi coinvolti nell’abuso. La prospettiva di trasformare in parola il disagio sessuale del minore all’interno di un dialogo con lui spaventa e inibisce l’adulto, anche il professionista addetto al lavoro.

Non di rado si tende a dire : “non vogliamo turbare il bambino, affrontando esplicitamente con lui questo argomento così delicato e coinvolgente”. In secondo luogo viene negata un’evidenza: un minore che è stato condizionato da esperienze traumatiche e da problematiche sessuali non va incontro a conseguenze dannose per il fatto che comunicare tali esperienze con un adulto emotivamente disponibile ad ascoltarlo, bensì per il fatto di non poterlo fare. Questo perché il minore ha già interiorizzato un conflitto circa la sessualità, e circa la possibilità di verbalizzarne con serenità e con franchezza contenuti e problemi.