Individuato immenso buco nero, il secondo più grande di sempre, con una massa 17 miliardi quella del Sole

Quando le dimensioni contano! ed ecco che di colpo, il sole, la stella maestosa per eccellenza, diventa un granello di sabbia. Avreste mai pensato che il Sole, la stella madre del nostro sistema solare potesse impallidire dinanzi alla grandezza dell’universo? Gigantesco, immenso, megagalattico, inimmaginabile, il solo pensiero fa uscire di testa. Di cosa stiamo parlando? Di un buco nero, anzi dei buchi neri, dimensioni del genere nell’universo possono raggiungerle solo questi fenomeni. Il particolare e che non stiamo neppure parlando del più grande buco nero mai scoperto, ma del secondo! Infatti ad oggi il buco nero più immenso e dunque al quale va assegnato il record ha una massa assurda, di 21 miliardi di Soli, scoperto nel 2011 nell’Ammasso della Chioma, guadagnandosi un posto d’onore nel Libro dei Guinnes dei primati. Ora da qualche giorno è stato scoperto il fratello “minore”, individuato infatti un super buco nero da record, a 200 milioni di anni luce dalla Terra: la sua massa supera di 17 miliardi di volte quella del Sole e la sua presenza è considerata un evidente segnale di come simili mostri planetari potrebbero essere molto più comuni di quanto siamo abituati ad immaginare. Finora si riteneva che buchi neri di queste dimensioni fossero «presenti» solo nel cuore delle immense galassie in zone dell’universo decisamente «intense e affollate», ma il nuovo buco nero cambia totalmente questa ipotesi. Si trova infatti piuttosto “vicino” nella galassia NGC 1600, che si trova nella parte di cielo opposta rispetto all’Ammasso della Chioma e in una zona relativamente deserta, ha osservato il coordinatore della ricerca, Chung-Pei Ma. È stata individuata nell’ambito del progetto di ricerca Massive, il cui obiettivo è studiare grandi galassie e buchi neri per ricostruire il loro processo di crescita. La domanda che viene spontanea ai ricercatori è se l’aver trovato un buco nero in una zona dell’universo scarsamente popolata non possa essere la punta di un iceberg. Chung-Pei Ma non esclude che i «mostri cosmici» possano essere molto più numerosi del previsto e disseminati anche nelle zone meno popolate dell’universo.