Scandone che sofferenza. Brindisi battuta al supplementare 83-81

taurean green ad avellino

Vittoria doveva essere e vittoria é stata, ma che sofferenza. Per la terza volta in altrettante giornate, la Scandone ha rischiato di perdere una partita già vinta, un film che, ormai, inizia a non sorprendere più. Davvero incredibile il parziale di 2-13 subito da Blums e compagni negli ultimi due minuti di partita, con l’ex Banks indemoniato ed autore del jumper dal mezzo angolo che ha portato il match al supplementare. Qui però, nonostante le assenze e la stanchezza, il grande cuore di questo gruppo e la fortuna invocata da Sacripanti in conferenza stampa, hanno permesso ai lupi di strappare la terza vittoria di questo campionato. L’83-81 finale racconta di una partita sicuramente non bella, ma con un finale per cuori forti.
Gli infortuni condizionano le scelte dei due coach nei quintetti. Sacripanti sceglie Veikalas per aiutare Acker nella fase di playmaking, mentre Bucchi lancia il giovane Cardillo per sopperire all’assenza di Scott e dà le chiavi della squadra a Cournooh. La Sidigas parte meglio, supportata dal miglior Veikalas della stagione (19 con 2 assist) presente in attacco e attento in difesa su Banks, e dal solito Buva (16 e 9 rimbalzi), chiamato subito su parquet visti i due rapidi falli di un Cervi decisamente fuori fase. Il 19-13 con cui si chiude primo quarto é quasi un affare per un Enel che in attacco soffre le pene dell’inferno, come dimostrano i soli 13 punti segnati nei primi 12 minuti di gara. Ad inizio secondo quarto Avellino scappa via con 5 punti consecutivi di Nunnally (24 punti silenziosi alla fine) che costringono Bucchi al time out. Il coach pugliese prova a mischiare le carte, chiede aiuto alla zona per cercare di rompere il ritmo ai lupi, ma in attacco i suoi sono freddi, almeno fino al 18imo quando Banks (10 nel quarto) e ancora Gagic firmanun 9-0 che chiude il primo tempo sul 40-35 per la Scandone.
Nel terzo quarto la partita si imbruttisce. Avellino prova a scappare di nuovo, nonostante i 4 falli di Cervi e i 3 di Leunen, sempre più vero playmaker della squadra con 6 assist, cui aggiunge anche 8 rimbalzi (tirasse anche sarebbe perfetto) e Acker ( sempre più leader dei suoi), ma Brindisi non molla, lucrando tanti liberi (non sempre convertiti). L’ultimo periodo si apre sul 57-51, prima Gagic, fin lí il migliore dei suoi con 17 punti e 8 rimbalzi, si fa fischiare in serie quarto e quinto fallo e successivo tecnico per proteste. Avellino ne approfitta e scappa sul 64-51 con 5 minuti da giocare, e sembra controllare ancora senza troppi patemi quando una tripla di Acker mette sul tabellone il 71-60 con due minuti e mezzo da giocare. Sembra appunto, perché in un amen Kadji e Banks mettono a segno un parziale di 13-2 con l’ex di turno che sigla il 73 pari gelando il PalaDelMauro. Il supplementare é una vera e propria battaglia, giocata da due squadre ormai sulle ginocchia: la apre una tripla di Nunnally, ma Brindisi risponde colpo su colpo, fino a quando lo stesso Banks, va in lunetta con 3 secondi da giocare sul -2. Stavolta l’episodio é favorevole ai lupi che, con Buva strappano l’ultimo rimbalzo e possono finalmente festeggiare.

1. Pistoia 7 12
2. Venezia 7 10
3. Trento 8 10
4. Reggiana 8 10
5. Milano 7 10
6. Sassari 7 8
7. Brindisi 8 8
8. Cremona 7 8
9. Varese 8 8
10. Capo d’Orlando 8 8
11. Cantù 8 6
12. Caserta 8 6
13. Avellino 8 6
14. Pesaro 7 4
15. Torino 8 4
16. Bologna 8 4