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Sanità, entro il 2019 tagli per 15 miliardi, Regioni in difficoltà

ministro lorenzin sanità lea

ROMA – Se per il biennio 2015-2016 il taglio alla Sanità è stato piuttosto contenuto, circa 1 miliardo,il futuro si prospetta drammatico, un conto molto salato sulle spalle dei cittadini. Infatti ,  nell’ultima bozza della legge di Stabilità, ci sono tagli alla spesa spesa entro il 2019 potrebbero arrivare ad oltre 15 miliardi di euro.
La nuova manovra, presentata al Quirinale per la firma e attesa al Senato lunedì, prevede un contributo Regionale pari a 3,9 miliardi nel 2017 e di 5,4 miliardi nel 2018 e 2019. In tutto sono 14,7.

Dunque tagli al fondo sanitario che per tanto rimarrebbe bloccato a 111 miliardi di euro per tutto il prossimo triennio. Nonostante la somma possa comunque apparire importante,la riduzione in realtà è molto elevata, infatti non sarà per nulla facile rimanere dentro questo tetto per molte Regioni considerato che già oggi otto di loro non riescono a rispettarlo e sono costrette ad alzare addizionali e ticket (saliti del 26% dal 2008) per compensare.

Il buco di bilancio

Per i governatori, poi, c’è il problema dei disavanzi che stanno emergendo dopo la sentenza della Consulta di luglio sulla contabilizzazione delle anticipazioni dello Stato. Usate in modo distorto, hanno creato un buco di bilancio di 6 miliardi in Piemonte, ma il fenomeno, dice la Corte dei conti, è molto più ampio e riguarda altre Regioni. Dal governo, con la legge di Stabilità, si attendeva una soluzione che sterilizzasse gli effetti della sentenza, potenzialmente devastanti per i conti regionali, ma che dalle ultime bozze è scomparsa, e che dovrebbe essere ora delegata ad un decreto apposito.

I tagli

La manovra sull’Iva, intanto, è stata definita. E sostanzialmente è un rinvio degli aumenti, non una loro eliminazione. L’aliquota Iva del 10% salirà al 13% nel 2017, invece che crescere al 12% nel 2016 e di un altro punto l’anno successivo. Così l’aliquota del 22%, che passerebbe al 24% nel 2017 e al 25% l’anno dopo, invece che aumentare di un punto l’anno prossimo, di due nel 2017 e ancora di uno 0,5%, per finire al 25,5% nel 2018. Solo quel mezzo punto è definitivamente risparmiato.
Nello stesso tempo, però, vengono definitivamente cancellati 6,2 miliardi di tagli alle agevolazioni fiscali, che entravano a regime nel 2017, mentre l’aumento delle accise nel 2018 si riduce da 700 a 350 milioni.

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